Claudio Sabelli Fioretti, "Corriere della Sera", 25/8/2002 a pagina 16., 25 agosto 2002
Cesara Buonamici, 45 anni, ribattezzata "Sora Cesira" da Roberto D’Agostino, l’abitudine a frequentar «salotti e cucine in vista» («di fronte a un bell’invito non mi tiro indietro»), si definisce una persona «per bene, gelosa non in maniera asfissiante, leale, che non scompare quando c’è bisogno»
Cesara Buonamici, 45 anni, ribattezzata "Sora Cesira" da Roberto D’Agostino, l’abitudine a frequentar «salotti e cucine in vista» («di fronte a un bell’invito non mi tiro indietro»), si definisce una persona «per bene, gelosa non in maniera asfissiante, leale, che non scompare quando c’è bisogno». Confessa d’esser stata tradita in passato ma di averlo saputo solo in seguito. Considera il tradimento un motivo sufficiente per troncare una storia e se dovesse «beccare» il suo uomo con un’altra picchierebbe lui («lei che c’entra?»). Sua replica a chi le chiede se sia mai stata con un uomo brutto: «Sì. Era così brutto che a mia madre, quando lo conobbe, uscì una lacrima. Ma era tanto simpatico».