30 agosto 2002
Un cappello-scanner aiuterà i malati di ictus e gli astronauti. Questo copricapo tecnologico, inventato dall’Istituto nazionale di ricerca biomedica spaziale di Houston, usa una tecnica d’immagine chiamata tomografia ottica diffusa: consiste nel far passare luce ad infrarossi attraverso il cranio
Un cappello-scanner aiuterà i malati di ictus e gli astronauti. Questo copricapo tecnologico, inventato dall’Istituto nazionale di ricerca biomedica spaziale di Houston, usa una tecnica d’immagine chiamata tomografia ottica diffusa: consiste nel far passare luce ad infrarossi attraverso il cranio. Il cappello contiene 32 fasci di fibre ottiche che concentrano gli infrarossi in una zona ristretta (circa 2 cm2) del cervello. I raggi si diffondono nello strato superficiale del cervello e sono rilevati da 32 recettori. Il grado di assorbimento e riflessione della luce dipende dalla densità del tessuto, dal flusso sanguigno e dall’ossigenazione: in questo modo un software riconosce quali parti della corteccia sono attive e mette in evidenza emorragie o tumori. Con il vantaggio che chi indossa il cappellino è libero di muoversi durante la diagnosi. L’Istituto, guidato da Jeffrey Sutton (foto), userà questo cappello per studiare cosa accade ai fluidi cerebrali degli astronauti in condizioni di microgravità. Non mancano le applicazioni terrestri. Oltre a diagnosticare tumori o ictus, lo strumento può mettere in evidenza l’eccessivo flusso di sangue nella corteccia frontale, segno che ci si sta concentrando troppo sul lavoro, ovvero che si è stanchi o stressati: un segnale d’allarme importante per i piloti o i chirurghi all’opera.