2 settembre 2002
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Schwartz Laurent
• . Nato a Parigi (Francia) il 5 marzo 1915, morto il 9 luglio 2002. «Uno dei grandi intellettuali francesi del Novecento, visse una lunga vita all’insegna di due passioni: la matematica e la politica. Il suo maggior successo scientifico fu la teoria delle distribuzioni, che generalizza il calcolo infinitesimale studiato nelle scuole. L’idea gli venne cinque minuti prima di addormentarsi, in quella che egli stesso definì ”la miglior notte della mia vita”. Il miglior giorno, immaginiamo, fu quello del 1950 in cui ricevette il più grande onore a cui un matematico possa aspirare: la medaglia Fields. Anche se, a causa dei suoi trascorsi trotzkisti, dovette faticare non poco per ottenere il visto per andare a prenderla a Harvard, nella sedicente ”terra delle libertà”.La politica impegnò il resto della vita di Schwartz. Nel 1960 fu uno dei firmatari del Manifesto dei 121, che proclamava il diritto dei giovani francesi alla ribellione contro la guerra di Algeria, e la firma gli costò cara: lo licenziarono dall’università, gli misero una bomba di fronte a casa, e gli rapirono il figlio (che non si riprese mai dal trauma, e si suicidò qualche anno dopo). Nel 1968 Schwartz, che nel frattempo era divenuto membro del Tribunale Russell contro i crimini americani in Vietnam, fu invitato da Ho Chi Min a visitare il paese, e per il suo impegno contro l’imperialismo ricevette il titolo di ”padrino di tutti i vietnamiti”. Nel 1980, dopo l’invasione russa, presiedette l’Ufficio Internazionale per l’Afghanistan.La sua monumentale autobiografia, Un matematico alle prese col secolo, rende testimonianza al sommo dovere dell’intellettuale, che è di combattere sempre, dovunque e tutti i soprusi del potere. E non il contrario, come sembra di moda di questi tempi» (Piergiorgio Odifreddi, ”la Repubblica” 10/7/2002).