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 2002  settembre 02 Lunedì calendario

DePalacio Ana

• Madrid (Spagna) 22 luglio 1948. Politico. Vicepresidente della Banca Mondiale. Ex ministro degli Esteri spagnolo (con AZnar). Europarlamentare del Partito popolare dal 1994 e rappresentante spagnola nella Convenzione della Ue per le riforme istituzionali • «Meno conosciuta a livello popolare della sorella minore Loyola. Ma in certi circoli la sua fama era già penetrata. Avvocato di professione, giurista insigne, nel 2001 è stata inserita dal ”Wall Street Journal” fra i quindici personaggi più influenti nei negoziati internazionali. A Strasburgo, dove era presidente della Commissione giustizia, interni e libertà pubbliche del Parlamento europeo, è stata protagonista di complesse trattative e ha fornito un contributo decisivo alla stesura di una proposta di legge che consente a qualsiasi cittadino della Ue di votare e di candidarsi alle elezioni amministrative del Paese in cui risiede. una europeista convinta e ammiratrice dei ”padri fondatori” dell’Unione. ”Mi considero sempre un avvocato che ha cambiato clienti ed ora ne ha uno solo: l’Europa” ha affermato. La sua nomina, dice chi conosce bene i salotti comunitari, è un chiaro segnale che per José Maria Aznar l’Europa è una priorità, oggi e in futuro, dopo la sua uscita dalla politica spagnola. Se, come sembra, il primo ministro coltiva progetti personali sulla scena europea, Ana de Palacio è la persona adatta per aiutare tali progetti, assieme alla sorella Loyola. Ana è anche una donna coraggiosa che ha saputo combattere la battaglia contro il cancro, guardando il nemico in faccia. Dopo la diagnosi di tumore maligno nel dicembre 2000, colpì tutti, compagni ed avversari, in patria e nelle istituzioni europee, la sua decisione di non nascondere la malattia né gli effetti della chemioterapia sul suo aspetto esteriore. Completamente calva, presiedeva le riunioni. Usando la parrucca le sarebbe sembrato di darla vinta al cancro. ”Gran parte della cura è nella testa - ha detto -. una malattia che bisogna affrontare a viso aperto. meglio che cercare di fuggire”.Ha cercato di prendere esempio dal ciclista americano Lance Armstrong, che ha vinto tre volte il Tour de France dopo avere superato l’infermità. Lo stesso atteggiamento lo ha mantenuto contro il terrorismo. stata uno degli europarlamentari più attivi nella lotta anti Eta» (Mino Vignolo, ”Corriere della Sera” 11/7/2002).