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 2002  settembre 03 Martedì calendario

Branco Gianluca

• Civitavecchia (Roma) 20 settembre 1969. Pugile. Professionista dal 1995. A giugno del 2001 conquistò la corona europea dei superleggeri, difendendola due volte, prima di lasciarla in vista del mondiale contro Tszyu. Titolo riconquistato il 16 maggio 2008 al PalaRuffini di Torino contro il britannico Colyn Lines. L’8 luglio 2002 fu arrestato per usura insieme al fratello Silvio • «Dall’altare del ring alla polvere del carcere. la parabola al contrario dei fratelli Gianluca e Silvio Branco, pugili civitavecchiesi tra i migliori dell’ormai non ricchissimo panorama nazionale di questo sport. A mettere i Branco ko l’indagine coordinata dalla Procura di Civitavecchia e condotta dai carabinieri. I due boxeur sono stati arrestati con accuse pesantissime: associazione a delinquere finalizzata all’usura e all’estorsione. Se le ipotesi di reato fossero confermate in sede processuale, rischierebbero da sette anni in su. L’indagine che ha portato in carcere i due sportivi partì due mesi fa in seguito alla denuncia di una delle vittime della banda di strozzini che agiva tra Civitavecchia e Santa Marinella, località balneare poco distante. In quell’occasione fu arrestato anche Vincenzo Branco, padre e manager dei pugili. Ovviamente l’inchiesta dei carabinieri è proseguita e dalle intercettazioni messe in atto, è emerso che sarebbero stati proprio Gianluca e Silvio a rilevare l’illecita attività del genitore, della quale peraltro erano già a conoscenza. In base all’accusa, infatti, avrebbero avvicinato ben sedici ”clienti” del padre (che pretendeva interessi tra il 100 e il 150 per cento al mese!), intimandogli di dire ai carabinieri che gli assegni trovati a casa Branco erano stati semplicemente cambiati. Inoltre gli avrebbero ”suggerito” di continuare a pagare, ricorrendo anche a minacce. In un caso, vista la ritrosia di un commerciante ad ”adempiere al proprio dovere”, si sarebbero addirittura messi a progettare un attentato, prima dinamitardo e poi incendiario, per convincerlo a pagare. Ma le manette sono arrivate prima che l’insano piano si concretizzasse. […] Il padre dei pugili civitavecchiesi, dipendente comunale, è chiacchierato da sempre in città e in passato (circa venti anni fa) fu condannato proprio perché prestava soldi a strozzo. Ma si pensava che Gianluca e Silvio fossero rimasti fuori da questa ”occupazione”. Anche perché sul ring avevano dimostrato di saperci fare e di potersi costruire un futuro più che tranquillo con i loro guadagni. Quello attuale, tra l’altro, era un momento cruciale per le carriere di entrambi. Gianluca (indicato dai carabinieri come il più deciso nel ”recupero crediti”), stava finalmente per avere la chance attesa da una vita. Dopo aver mollato volontariamente la corona europea dei superleggeri brillantemente conquistata, infatti, a settembre avrebbe dovuto incontrare in Australia il campione mondiale Wbc Kostya Tszyu, per cercare di strappargli la corona. E per questo match, come lui stesso aveva confermato, avrebbe percepito una borsa tale da sistemarlo per sempre o quasi. Silvio, già detentore dei titoli mondiali Wbu dei medi e dei supermedi, voleva entrare nella storia, tentando la scalata alla terza corona iridata, quella dei mediomassimi, impresa mai riuscita a nessun pugile italiano. E la sua marcia di avvicinamento all’obiettivo proseguiva bene, visto che aveva già battuto diversi avversari e si apprestava a diventare sfidante ufficiale. Sogni infranti in due diverse celle del carcere della borgata Aurelia a Civitavecchia. Si stavano preparando per salire sul tetto del mondo i fratelli Branco. Ora dovranno combattere per dimostrare di essere estranei a questa brutta vicenda. Per loro sarà il match più difficile da vincere» (Andrea Benedetti Michelangeli, ”Il Messaggero” 9/7/2002).