Gilberto Rossi, "Libero", 25/8/2002 pagina 19., 25 agosto 2002
Waleed Kadous, ricercatore alla University of New South Wales di Sidney, ha progettato un paio di guanti in grado di tradurre in parole, sullo schermo di un computer, il linguaggio dei segni utilizzato dai sordomuti
Waleed Kadous, ricercatore alla University of New South Wales di Sidney, ha progettato un paio di guanti in grado di tradurre in parole, sullo schermo di un computer, il linguaggio dei segni utilizzato dai sordomuti. Kadous: «Bisogna prima programmarli a riconoscere i movimenti della mano di chi li indossa e a distinguere i diversi segni, ma poi la trascrizione ha un margine di errore del 5 per cento. Il vero problema è che ogni persona per comunicare gesticola in maniera diversa, a seconda della lunghezza delle braccia. E’ necessario, quindi, che il programma di riconoscimento sia personalizzato». Progetto futuro, collegare ai guanti un trasmettitore «che pronuncerà le parole corrispondenti a ciascun segno».