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 2002  settembre 04 Mercoledì calendario

Morales Evo

• Oruro (Bolivia) 26 ottobre 1959. Politico. Da fine 2005 presente della Bolivia • «Figlio di una coppia quechua-aymara (i due principali gruppi etnici dell’impero Inca), è uno dei boliviani emigrati dall’interno del Paese verso le piantagioni di coca del Chaparé dopo la privatizzazione e la chiusura di molte miniere, a metà degli anni Ottanta. nel Chaparé che comincia il suo cammino di leader sindacale e poi rappresentante politico dei contadini che vivono della coltivazione delle piante di coca, nel Paese più povero del Sudamerica. Quelle piante alle quali, cinque anni fa, gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra totale: un piano di sradicamento della materia prima della cocaina che ha portato finora alla bonifica di 50.800 ettari di terreno. Contro il progetto, Morales ha guidato marce e manifestazioni di protesta. Segnate anche da scontri violenti: 39 morti nel ”97 lo costrinsero alle dimissioni da parlamentare. Una breve pausa, e poi di nuovo in politica, fino alla candidatura alle presidenziali, con un programma che critica il liberismo, propone nazionalizzazioni e contrasta il pagamento del debito estero» (Alessandra Coppola, ”Corriere della Sera” 12/7/2002). «[...] l’evismo mette insieme Marx e la coltivazione illegale di coca, il conservatorismo indigenista e la ”rivoluzione” imprecisata. [...] è un indio come il 60% dei boliviani, fino a pochi anni fa guidava il sindacato dei coltivatori di coca del Chaparè, una regione boliviana che fornisce le raffinerie di cocaina destinata ai mercati europeo e statunitense. Il Pentagono gli attribuisce il progetto d’una rivoluzione indio-comunista già tentata dal Che Guevara [...] La vittoria di Morales sarebbe dunque una clamorosa rivincita del Che proprio nelle terre che lo videro soccombere. Inoltre si vuole ad ogni costo che egli sia manovrato da Chavez, tesi idonea a dimostrare l’esistenza d’un’unica filiera narco-comunista, Castro-Chavez-Morales. La verità pare diversa. verosimile che il governo venezuelano abbia finanziato la campagna elettorale di Morales: però quest’ultimo pare sincero quando dichiara una vicinanza politica non con l’ex colonnello Chavez, ma con l’ex sindacalista Lula. certo che nell’elettorato di Morales vi sia molta sinistra rivoluzionaria: ma quest’ultima non nasconde di considerare l’evismo troppo moderato e già promette la rivolta se il nuovo governo non nazionalizzasse le riserve di gas. Infine è chiaro che la vittoria dell’ex sindacalista cocalero rappresenta un poderoso incentivo all’espansione delle coltivazioni di coca. [...]» (Guido Rampoldi, ”la Repubblica” 20/12/2005).