10 settembre 2002
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Scharping Rudolf
• . Nato a Niederelbert (Germania) il 2 dicembre 1947. Ministro della Difesa di Schroeder, dimissionato nel luglio 2002. «La sua poltrona in realtà traballava da tempo. All’inizio c’erano state le storie d’amore. Nel 2001 aveva convocato giornalisti e fotografi sul bordo di una piscina di Majorca mentre sguazzava con una contessa piuttosto imbarazzata. Era stata un’idea per migliorare la sua immagine, aveva detto. Peccato che proprio in quel momento i soldati tedeschi partivano per la Macedonia. Per riparare, si era rimesso al lavoro ed era andato anche lui in Macedonia ”dai suoi ragazzi”. Appena arrivato, era incappato in un’altra gaffe: aveva rivelato la strada che il contingente tedesco avrebbe seguito per raggiungere Skopje, top secret. ”Il ministro è diventato una barzelletta vivente” avevano commentato preoccupati i generali. Il ”Rodolfo innamorato”, lo chiamano ormai i giornali. Ma non ci sono solo le storie d´amore. A fine anno, torna alla ribalta. Ha sottoscritto l’acquisto di settantatré Airbus A 400 M, ma i soldi del ministero bastano appena per una quarantina. Il governo deve far salti mortali per porre riparo alla situazione. Ma lui ha solo a cuore la sua Christina e a Natale annuncia al Cancelliere che, Airbus o no, volerà a Majorca da lei. ”Se voli a Majorca, voli via dal governo” risponde lapidario Schroeder. Si rassegna. Nel 1993 era stato nominato candidato alla cancelleria (per le lotte interne tra gli altri potenziali candidati Spd), poi sconfitto da Kohl. Un anno dopo, aveva perso la guida della Spd a favore di Oskar Lafontaine e aveva accettato di fare il capogruppo parlamentare. Avrebbe voluto restarlo anche dopo l’elezione di Schroeder, ma il cancelliere si era imposto e l’aveva spostato al ministero della Difesa contro la sua volontà» (’la Repubblica”, 19/7/2002). «E’ passato alla storia, per esempio, come ”colui che confuse il lordo col netto” e per questo perse le elezioni. Successe nel 1994, quando, candidato alla cancelleria della Spd, era ormai dato per sicuro vincitore contro Helmut Kohl, giunto stancamente al suo dodicesimo anno di governo. Disse che aveva intenzione di alzare le tasse sui redditi, a partire da 5000 marchi. ”Lordo o netto?”, chiese l’intervistatore. ”Lordo”, rispose il candidato, sbagliando e facendo correre un brivido a milioni di famiglie tedesche. Da quel momento crollò. [...] Laureato in diritto e sociologia a Bonn, militante Spd a 19 anni, pupillo di Willy Brandt, al quale si è sforzato di assomigliare, al punto da averne imparato la camminata un po’ strisciante, sembrava veramente destinato a essere l’uomo della rivincita socialdemocratica. Ministro-presidente del Palatinato nel 1991, leader della Spd nel 1993, candidato alla cancelleria l’anno dopo, dato per vincente, appunto, fino all’equivoco lordo con netto. Poi, nel 1995 la tragedia personale di Mannheim, al congresso socialdemocratico, dove si accorge soltanto all’ultimo che Oskar Lafontaine, con un solo discorso, gli ha rubato la platea, sfilandogli sotto gli occhi la presidenza. Anche quella volta dichiarò di uscire a ”testa alta”. Che, forse, è poi il suo vero problema: a furia di tenerla alta, non vede più cosa succede intorno a lui» (Paolo Valentino, ”Corriere della Sera” 19/7/2002).