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 2002  settembre 10 Martedì calendario

Mailer Norman

• Long Branch (Stati Uniti) 31 gennaio 1923, Manhattan (Stati Uniti) 10 novembre 2007. Scrittore. Ha partecipato alla seconda guerra mondiale. Intellettuale impegnato, si è battuto contro il maccartismo e l’intervento americano in Vietnam. Vastissima è la sua produzione, anche giornalistica. Il suo primo libro, un fortunato romanzo di guerra, fu Il Nudo e il Morto (1948) edito in Italia da Baldini & Castoldi. Fra gli altri testi, tradotti in italiano, si ricordano: Le armate della notte, Il combattimento, La costa dei barbari, Il parco dei cerv , Il Vangelo secondo il Figlio, tutti editi da Baldini & Castoldi. Inoltre: Le antiche sere, Il racconto di Oswald e Il sogno americano, pubblicati da Bompiani. «Oggi non ho più alcun tipo di potere politico e l’unica mia preoccupazione è scrivere un’opera di rilievo prima di appendere le scarpe al chiodo[…] Se per svolgere il mio lavoro avessi ancora bisogno di fattori esterni, come la censura o qualcuno che dica: ”questo è un nobile libro e vale la pena di scriverlo perché cambierà il mondo”, allora preferirei cambiare professione. Oggi lavoro completamente chiuso in me stesso. Faccio questo mestiere da 60 anni: se ciò che scrivo è migliore di quanto io creda, sarò ricordato a dovere; se è peggiore, questa sarà la mia triste storia, ma nessuno verserà una lacrima. Se mi si chiede: ”Secondo lei qual è il miglior scrittore americano?”, io rispondo: ”Non lo dica a nessuno ma credo che sia Norman Mailer”. E se ripete la domanda a John Updike, lui avrà in testa la stessa risposta anche se non l’ammetterà mai. Lo stesso vale per Philip Roth e per Saul Bellow. scorretto affermare di essere bravi, ma è esattamente quello che tutti noi pensiamo […] L’ultima importante opera che ho letto è stata Un uomo vero di Tom Wolfe, su cui ho scritto un lungo commento critico che lui ha profondamente disprezzato. Anche Updike e John Irving gli avevano mosso qualche critica, così lui ci ha stroncati in un pezzo intitolato The 3 Stooges . ridicolo che Wolfe non sopporti i giudizi negativi […] Ho vissuto a lungo vicino ad Arthur Miller. Lui stava scrivendo Morte di un commesso viaggiatore, io Il Nudo e il Morto . Abitavamo in una modesta palazzina di Brooklyn e quando ci incontravamo all’ingresso, accanto alla casella della posta, facevamo due chiacchiere. Ci allontanavamo entrambi pensando ”questo qui non approderà mai a nulla”. Non ci stimavamo a vicenda. molto difficile per due scrittori essere amici. Ho pochi amici che fanno il mio stesso mestiere, e non sono i migliori. Gore Vidal parla di ”quell’impagabile piacere di sapere che un mio amico ha ricevuto una brutta recensione”. Ecco, credo che ci sia un elemento di grande verità in queste parole. Noi scrittori siamo cattivi» (Alessandra Frakas, ”Corriere della Sera” 22/7/2002).