10 settembre 2002
Tags : Giancarlo Luigetti
Luigetti Giancarlo
• . «Enzo Ferrari lo chiamava ”il campagnolo”. Non per i modi ma per la nascita avvenuta un po’ più di sessant’anni fa nella verde Umbria, a Gioiella di Castiglion del Lago. Lì ha vissuto l’infanzia e la prima giovinezza, in mezzo agli olivi e alle viti di famiglia, una passione che da qualche tempo ha trasformato in fiorente attività artigianale. Ma per 25 anni ha calcato, come rappresentante della Magneti Marelli, le piste della Formula 1 inventando anche un veicolo di notizie, più o meno clamorose, che ebbe il singolare quanto curioso nome di ”serpentario”. Nel 1977 o giù di lì, la Formula 1 non era come quella attuale dove nelle grandi sale da pranzo dei costruttori automobilistici e degli sponsor l’atomosfera è quella dei grandi ristoranti europei, con tanto di celebri cuochi, cibi gustosi e bevande raffinate. Allora non c’era un bel niente: se volevi un bicchier d’acqua, dovevi portarti una bottiglia dall’albergo, sgraffignandola a colazione. ”Il mio primo GP di Formula 1 – racconta - fu in Spagna, circuito di Jarama alle porte di Madrid. Io ero responsabile del servizio pubblicità e immagine della Magneti Marelli che aveva anche un reparto corse. Mi venne un’idea: se i giornalisti, sul mezzogiorno, avessero trovato uno spazio dove mangiare un panino con prosciutto oppure col salame e un pezzo di grana, bere un bicchiere di buon vino io sarei riuscito a creare un punto di ritrovo importante”. Così fu. Ovviamente prosciutto e vino erano quelli del Trasimeno, il camper lo prestò la Magneti Marelli e lui ci mise del sale e del pepe. I turni era organizzati molto bene: ore 12, prima delle qualificazioni, prosciutto e formaggio; ore 17 sparate giornalistiche e pettegolezzi della Formula 1. Il camper divenne il punto di ritrovo più importante della Formula 1 al quale accorsero, dopo i giornalisti, anche i piloti, Bernie Ecclestone, Jean Marie Balestre, onnipotente presidente della Fia, Ettore Massacesi, presidente dell’Alfa Romeo, protagonisti del jet set . Tante persone, tante notizie, tante indiscrezioni, tanti pettegolezzi: era nato il ”serpentario”. ”Il difficile era stabilire i turni - ricorda - perché Nelson Piquet, Clay Regazzoni e gli altri piloti venivano a mangiare la salsiccia dopo la qualifica, Arturo Merzario voleva solo Coca Cola e biscotti. Al serpentario, c’erano alcuni giornalisti con diritto di scranno fisso e a loro erano riservate le notizie più curiose, le indiscrezioni più fantasiose e anche i pettegolezzi più salati. Non c’era pilota che potesse nascondere una fidanzata oppure una marachella matrimoniale”. Al serpentario, per esempio, fu fatto lo scoop (dal ”Corsera” e da Tuttosport) di Didier Pironi alla Ferrari. ”Non vi posso dire chi è perché ho promesso il silenzio sul nome all’ingegner Ferrari - sussurrò quel giorno del 1980 Jean Marie Balestre -. Posso solo dirvi che è francese”. Facile individuare Didier, che si era messo in gran luce l’anno prima con la Ligier. Ha avuto le sue preferenze fra i piloti. ”C’erano i piedoni, come Mario Andretti e Gilles Villeneuve. E c’erano i guasconi, come Nelson Piquet. Ma Ayrton Senna fu il vero grande pilota degli anni ’80, l’uomo che cominciò l’era dei fenomeni. Difficile stabilire il più bravo fra Senna e Schumacher”. Cresciuto l’impegno della Magneti Marelli in Formula 1, con le forniture alla Renault oltre che alla Ferrari, si è dedicato alla gestione delle corse senza dimenticare le proprie origini: ”Oggi mi occupo delle relazioni clienti della Magneti Marelli, il cui reparto corse è forte di 150 ingegneri che lavorano per Ferrari, Renault, Sauber, Toyota e Minardi. Ogni fine settimana senza corse lo passo a Gioiella, dove sono contitolare di un frantoio e di una cantina. Però, devo confessare: il serpentario mi manca, soprattutto per via degli anni belli”» (Nestore Morosini, ”Corriere della Sera” 17/7/2002).