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 2002  settembre 11 Mercoledì calendario

Berno Lorena

• . Nome d’arte ”Sophie”, era la prostituta più famosa del ”Vive Lain”, bordello di Torino molto frequentato dai vip (soprattutto calciatori) chiuso dopo un blitz della polizia alla fine di giugno del 2002. «Ero in cucina, l’unico ambiente del centro dove si poteva stare tranquille. Stavo leggendo un libro, L’insostenibile leggerezza dell’essere, di Milan Kundera. Le altre ragazze mi prendevano in giro ”chi ti credi di essere? Guarda che sei solo una prostituta come noi” e mi sentivo ogni volta un po’ morire [...] In carcere fui accolta da urla e minacce: ”Infame, stai attenta a cosa bevi e cosa mangi”. Mi tirarono anche addosso una bottiglia di vetro. Ho avuto paura. Chiesi aiuto e mi trovai di fronte a una donna medico, una giovane marocchina con il chador. Guardò le mie pratiche e mi disse con disprezzo: ”Noi, al mio paese, le prostitute come te le lapidiamo. Adesso torna in cella, che tanto dovrai stare qui per molti anni. Se tenti il suicidio è ancora peggio: ti togliamo tutto, coperte, posate e dormirai sul materasso”. Molto gentile, questa signora marocchina. Davvero. Ore di disperazione. Poi fui trasferita in una cella singola. Niente ora d´aria, per evitare contatti pericolosi, niente tv. La finale del mondiale tra Brasile e Germania l’ho sentita attraverso le sbarre. Un mese per riflettere, su tutto [...] Ho letto tantissimo, ho scritto pagine su pagine: una specie di diario su quanto è accaduto, le riflessioni sul carcere. Sono frastornata e non riesco più a riconoscermi nella vita di ”prima”. Quando ho visto i filmati girati dalla polizia al Viva Lain, li guardavo come trasognata. Non riuscivo a credere di essere io, quella ragazza che faceva sesso. Piuttosto che fare i nomi delle persone, preferisco dire quelli che non c’erano, che non ho mai visto. Come Davids e Trezeguet. Gli altri stiano pure tranquilli. Anche quelli che mi promettevano mari e monti per trovarmi un lavoro. Pensi che, adesso, mi hanno telefonato una decina di ragazzi, tra cui i candidati alla prossima edizione del Grande Fratello, per chiedermi se potevano inventare di avere avuto una relazione con me, per rendere più eccitante il curriculum. Incredibile [...] I calciatori sono persone sensibili, che vogliono soprattutto affetto. Lontani da casa, prigionieri degli allenamenti. Stressati. Sono stati criminalizzati. Ingiusto. A parte Montero, con cui ho avuto una vera storia, gli altri si sono comportati come tanti altri ragazzi a cui piacciono le belle donne. E droga, mai [...] Spero in una collaborazione fissa con una tv privata per condurre una trasmissione sportiva. So parlare quattro lingue, sono una tifosa granata da sempre, ho scritto di sport su giornali e lavorato in tv. Insomma, non rubo niente a nessuno. Aspetto notizie da Ippoliti per partecipare alla sua trasmissione. Lui è stato molto carino» (Massimo Numa, ”La Stampa” 10/8/2002).