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 2002  settembre 11 Mercoledì calendario

Dummett Michael

• Londra (Gran Bretagna) 27 giugno 1925, Londra (Gran Bretagna) 27 dicembre 2011. Professore emerito di Filosofia della matematica e Logica all’Università di Oxford. Tra i suoi studi sono di fondamentale importanza quelli sul matematico e logico tedesco Gottlob Frege, nella cui opera individua le radici della filosofia analitica contemporanea. In italiano sono, tra gli altri, disponibili: La natura e il futuro della filosofia (il melangolo 2001), Filosofia del linguaggio. Saggio su Frege ( Marietti ‘83), La base logica della metafisica (Il Mulino ‘96). «Se un nome e un luogo possono essere associati alla storia della filosofia analitica, sono quelli di Gottlob Frege e dell’Inghilterra. A entrambi è legato Michael Dummett, probabilmente il più rappresentativo esponente vivente di questa tradizione. È stato infatti professore a Oxford, la città in cui vive, e con molti e fortunati volumi ha contribuito più di ogni altro a rivalutare il ruolo del pensiero di Frege nella filosofia del linguaggio e della matematica. È un autore prolifico e piacevole da leggere, come dimostrano gli ultimi suoi libri usciti in Italia: Origini della filosofia analitica (Einaudi) e La natura e il futuro della filosofia (Melangolo). Famoso anche per la sua vena polemica, che ha potuto sfogare in molti interventi anche su giornali italiani[…] “Fin dagli anni Sessanta ho lavorato in comitati per l’integrazione razziale e contro la discriminazione, e sono stato tra i fondatori del Comitato di Assistenza per l’Immigrazione. Bisogna lavorare molto, a livello politico e giornalistico, per alimentare rispetto e simpatia verso rifugiati e immigranti, invece di odio e paura […] Frege diceva che gli uomini possono concepire soltanto pensieri linguistici, ma non escludeva che per altri esseri questo potesse non essere vero. Secondo me, esagerava: io non credo che una creatura possa concepire un pensiero che non sia in grado di esprimere. In ogni caso, se anche lo studio del linguaggio non fosse l’unico mezzo possibile per l’analisi del pensiero, certamente è uno strumento indispensabile. E poiché è attraverso il pensiero che noi concepiamo la realtà, il suo studio ci chiarifica qualcosa anche del mondo esterno […] Frege diceva anche che, se l’espressione dei pensieri fosse l’unico scopo del linguaggio, tutte le lingue avrebbero la stessa grammatica. Ancora una volta, esagerava: in fin dei conti, i testi di filosofia si possono tradurre abbastanza fedelmente. Almeno, lo spero, visto che alcuni dei miei sono tradotti in italiano! […] Frege ha trovato un simbolismo che permette di esprimere adeguatamente la struttura del pensiero. Non è perfetto, ma è il migliore che abbiamo. Per questo tutti i filosofi analitici, e anche gli altri, dovrebbero conoscere almeno i rudimenti della logica matematica. E non solo di quella classica, ma anche della logica intuizionista e dei suoi motivi per rifiutare il principio del terzo escluso […] Gli specialisti che snobbano le analisi filosofiche non sono molto più rispettabili degli ignoranti che snobbano l’attività intellettuale. Le discussioni sui fondamenti della meccanica quantistica mostrano che c’è una bella differenza tra usare una teoria che ‘funziona’, e capire che cosa essa significhi”» (Piergiorgio Odifreddi, “la Repubblica” 13/9/2001) • «È uno dei massimi esperti di logica. E di tarocchi. […] “Intorno al 1965 mia moglie ed io eravamo in vacanza con i figli in Normandia e abbiamo comperato un mazzo di queste carte con le annesse “regole del gioco”. Lo abbiamo trovato molto interessante. Tornato in Inghilterra, ne ho comperato un mazzo austriaco, che proponeva un gioco diverso da quello francese, sebbene con somiglianze manifeste. Ho cercato di scoprire come si giocava in Italia, ma nessuno sapeva informarmi. Allora mi sono documentato io stesso, attraverso i libri antichi di giochi, sino a trasformare queste ricerche nel 1980 in un saggio, The Game of Tarot […] I mei preferiti sono i tarocchi bolognesi, siciliani, ungheresi e danesi» (Armando Torno, “Corriere della Sera” 5/9/2002).