Varie, 11 settembre 2002
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Ford Richard
• Jackson (Stati Uniti) 16 febbraio 1944. Scrittore • «Non ha la propulsione turbocompressa di un DeLillo, non ha le prestazioni vertiginose di un Philip Roth, non va da zero a cento in una pagina. Ma è un diesel di ultima generazione, procede liscio, senza strappi, e ti porta molto lontano. […] La gente di cui si prende cura è gente onesta, benestante, realizzata sul lavoro, senza troppi grilli per la testa. Non si tratta di persone superficiali, inclini a capricci estemporanei, semmai si tratta di persone votate alla perdizione a causa di una debolezza cosmica, impersonale, radicata nella condizione umana» (Mauro Covacich, “Corriere della Sera” 6/10/2002) • «Qualche anno fa ha confessato di aver cominciato a scrivere romanzi perché non riusciva a trovare un editore per i suoi racconti. L’apprezzamento, e la conseguente pubblicazione delle sue storie brevi arrivarono grazie all’intuizione degli editor del “New Yorker” e del “Paris Review” i quali lo trasformarono in breve tempo in un autore di culto valorizzando al meglio il suo talento narrativo. Negli ultimi quindici anni ha alternato cinque romanzi a due raccolte di racconti, confermando di essere il “classico americano” di cui parlò il “New York Times” quando vinse - unico nella storia della letteratura statunitense - sia il Pulitzer che il Pen/Faulkner con Il giorno dell’indipendenza. [...] “Cerco sempre dei personaggi che abbiano un grado di intelligenza sufficiente a motivare le riflessioni a cui li sottopongo: per definizione gli avvocati devono riflettere sui problemi con cui si scontrano. Inoltre usano di norma un linguaggio articolato. C’è infine un motivo ancora più importante: gli avvocati si confrontano regolarmente con problematiche di tipo morali”. [...] Nato nel Mississippi, vive a New Orleans, è cresciuto insieme ad una scrittrice del sud come Eudora Welty, ed ha ripetutamente dichiarato il suo amore per Flannery O´Connor. Tuttavia ha affermato che “non esiste un modo di scrivere del Sud, come non esiste la letteratura del Sud o l’etica del Sud...”» (Antonio Monda, “la Repubblica” 4/9/2002).