Varie, 11 settembre 2002
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Netrebko Anna
• Krasnodar (Russia) 18 settembre 1971. Soprano. «Bella come una top model, carismatica. La sua è la favola di Cenerentola. ”Da ragazza pulivo i pavimenti al Teatro Marinskij di San Pietroburgo. Era l’unico modo per stare in teatro tutto il giorno e vedermi le prove delle opere”. Comincia a studiare canto. Un giorno Valery Gergiev, il padre-padrone del Marinskij, la nota: ”Chi sei, cosa fai?”. La mette in prova, le dà un’audizione. Passa qualche tempo e la butta in pista, affidandole il ruolo di Susanna nelle Nozze di Figaro. Quando si dice il principe azzurro...’Ma i giornali scandalistici hanno raccontato un sacco di bugie, non c’è stato nulla tra noi se non uno splendido rapporto professionale”. [...] è la stella più fulgida. ”Io preferisco i ruoli delle donne un po’ pazze. Violetta non è così ma esiste una musica più bella di quella? [...] Solo in Germania il suo cd Opera Arias ha vinto il Disco d’oro grazie alla cifra record di 120 mila copie. impegnata [...] fino al 2013. [...] ”[...] In Italia ci sono due problemi: mi chiamano troppo tardi e mi offrono ruoli russi. Io sono proiettata verso il belcanto e il repertorio francese. Mi spiace perché un pezzo della mia vita è italiano, il mio fidanzato è il cantante Simone Alberghini, un basso. Non c’è problema fra noi, non è geloso del mio successo [...] Quando canti devi essere fredda, un computer. Però devi avere un’anima”. Da piccola detesta la lirica. Cambia idea quando a San Pietroburgo la portano all’Otello: ”Quanti pianti mi sono fatta!”. A 15 anni comincia a studiare canto. stata paragonata a Audrey Hepburn: ”Forse perché tutt’e due abbiamo fatto Natasha in Guerra e Pace. Dal cinema ho ricevuto delle offerte, non mi interessa [...] Sì, ho successo, il mio sogno si è avverato. Il rovescio della medaglia? Stare da sola in albergo, accendi la tv in un paese straniero e non capisci una parola. A volte è dura. Così quando ho del tempo libero me ne vado al bowling. O faccio shopping. Se pensassi alla musica dalla mattina alla sera, impazzirei”» (Valerio Cappelli, ”Corriere della Sera’ 30/7/2005). «Occhi stellati e voce importante, corpo armonioso da ballerina (ha studiato danza classica) esposto con dovizia […] Si è formata a San Pietroburgo, dove ha lavorato molto al Marinskij con Gergiev (’il mio ruolo prediletto è quello di Natasha in Guerra e Pace di Prokofiev”). Celebrata a Salisburgo dagli inni incondizionati dei critici, sostenuta dal battage della Deutsche Grammophon, che se l’è garantita in esclusiva, lei, che ha lavorato spesso anche a San Francisco (’vi ho fatto nove produzioni”), è proiettata verso una sfolgorante carriera in Occidente […] Con gran gioia dei molti turisti, gira per Salisburgo in bicicletta, con jeans strettissimi e canotte sottili: ”Se credo nell’avvenenza fisica? Certo. Per una cantante, ormai, il livello della sfida è così alto che la bellezza della voce non basta”» (Leonetta Bentivoglio, ”la Repubblica” 6/8/2002). «Voce perfetta coniugata a grande bellezza [...] è stata comparata a Audrey Hepburn da un famoso critico di New York. [...] figlia di un geologo» (Laura Dubini, ”Corriere della Sera” 14/8/2004). «La casa discografica le ha cucito addosso l’abito della diva. Della diva come la si intende oggi, naturalmente: graziosa la voce, spigliata l’immagine, avvenente l’aspetto, con un viso così espressivo su un fisico da fotomodella. Non stupisce dunque che il più patinato dei magazine musicali europei, Festspiele, l’abbia eletta cantante del 2004. Ma chiarito che la bellezza non è una colpa, quel che sgomenta è la totale estraneità di Anna Netrebko alla benché minima idea interpretativa, come se far Violetta, Desdemona o Lucia fosse sempre, più o meno, la stessa cosa» (E.Gir., ”Corriere della Sera” 20/10/2004). «Se essere una diva della lirica significa oggi saper recitare sensuale e spigliata, avere un bel visino, sorriso ammaliante e dosi massicce di sex appeal, è giusto che Anna Netrebko si goda il trionfale successo [...] Se invece a una diva si richieda carisma e una voce fuori dal comune, allora il titolo non si addice proprio alla bella russa, per quanto la voce sia gradevole e limitata tecnicamente solo nei passi di coloratura. [...]» (Enrico Girardi, ”Corriere della Sera” 9/8/2005).