Marco Ansaldo ìLa Stampaî 3/7/2002, 3 luglio 2002
Il caso Asta. «Quel signore che quasi tutti i giorni fa footing nel parco di Trenno, non lontano dallo stadio di San Siro, non è il sosia di Antonino Asta, l’ex capitano del Torino: è proprio lui che si tiene in forma come il bancario che alle sei del pomeriggio smette giacca e cravatta e va a correre per azzerare la pancia
Il caso Asta. «Quel signore che quasi tutti i giorni fa footing nel parco di Trenno, non lontano dallo stadio di San Siro, non è il sosia di Antonino Asta, l’ex capitano del Torino: è proprio lui che si tiene in forma come il bancario che alle sei del pomeriggio smette giacca e cravatta e va a correre per azzerare la pancia. [....] Sono in molti nelle sue condizioni. Che ci sia lui è però curioso perché, pochi mesi fa, il 13 febbraio, era a Catania nella Nazionale contro gli Stati Uniti, un trentunenne finalmente in carriera. [...] ”Sinceramente, credevo di fare più in fretta a sistemarmi. [...] Non so come fosse prima, il mercato, perché ero ai margini dei grandi giri. Per quanto leggevo, tre anni fa un calciatore libero si piazzava subito, lo cercavano prima che gli scadesse il contratto. Oggi pare sia diverso”. Nel trionfo degli scambi, chi è senza squadra rischia di non entrare in nessuna operazione. ”In teoria è così. Io non sono di nessuno, con chi mi scambiano?”» .