Enrico Curr, ìla Repubblicaî 5/7/2002, 5 luglio 2002
La moralizzazione economica del calcio italiano. «L’avvocato Campana, presidente del sindacato calciatori, lo disse pochi mesi fa: ”I giocatori sono pronti a guadagnare meno, ma vorrei ricordare che nessuno ha mai puntato la pistola alla tempia dei presidenti, quando hanno firmato certi contratti”
La moralizzazione economica del calcio italiano. «L’avvocato Campana, presidente del sindacato calciatori, lo disse pochi mesi fa: ”I giocatori sono pronti a guadagnare meno, ma vorrei ricordare che nessuno ha mai puntato la pistola alla tempia dei presidenti, quando hanno firmato certi contratti”. Oggi, però, più della metaforica pistola hanno potuto i bilanci in rosso e il rischio concreto che la maggior parte dei club di serie A non possa iscriversi al prossimo campionato. [...] I nuovi contratti, intimano i presidenti cicale dopo la metamorfosi in formiche, indotta dal prosciugarsi delle pay-tv, non potranno mai essere dello stesso livello di quelli, scandalosi, stipulati nell’era del Bengodi televisivo. Così Galliani ha potuto annunciare che i neoacquisti Seedorf e Simic ”hanno firmato col Milan un contratto in cui accettano di percepire meno di quello che guadagnavano all’Inter”. [...] La strada per le società è dunque obbligata: tagliare dove è possibile. ”I contratti scaduti non si rinnovano”, ha spiegato Galliani [...]» (Enrico Currò).