13 settembre 2002
Morfeo Francesco, di anni 56. Vicepresidente della cooperativa ”Portabagagli” a Napoli, 270 soci in tutto, appaltatrice del servizio cuccette e trasporti per conto delle Fs
Morfeo Francesco, di anni 56. Vicepresidente della cooperativa ”Portabagagli” a Napoli, 270 soci in tutto, appaltatrice del servizio cuccette e trasporti per conto delle Fs. Sposato, due figli, generoso e accomodante con tutti, definito dai colleghi ”una pasta di uomo”. L’altro giorno era nel suo ufficio quando si presentò da lui un Cangiano Gennaro, di anni 25, suo dipendente da sette, nessun vizio e nemmeno una casa: voleva, come altre volte, l’anticipo sullo stipendio. Non l’ottenne. Fece qualche urlo, uscì dalla stanza, scese la scaletta di ferro. Pochi minuti dopo la risalì, brandendo una bottiglia in plastica che conteneva, al posto dell’acqua minerale, un litro e mezzo di benzina. Versò senza una parola il liquido sugli abiti dell’impietrito Morfeo e poi gli diede fuoco, al grido: ”Voi mi volete licenziare”. A mezzogiorno di martedì, in una stanzetta al primo piano di un ufficio a ridosso dello scalo merci della Stazione centrale di piazza Garibaldi, Napoli.