Valeria Numerico, "Io Donna", 14/9/2002 numero 37, pagina 100., 14 settembre 2002
Il corteggiamento di Carmelo Bene alla giovane Luisa Viglietti, durante le prove del loro primo spettacolo assieme nel ’94: «Si appostava dietro gli angoli per saltarmi addosso
Il corteggiamento di Carmelo Bene alla giovane Luisa Viglietti, durante le prove del loro primo spettacolo assieme nel ’94: «Si appostava dietro gli angoli per saltarmi addosso. Era divertentissimo. Giocava, faceva Pinocchio, era tutto Pinocchio». Dapprima restia, perché prossima al matrimonio («anche se con mille dubbi, vivevo una di quelle storie dove tutto va bene, ma sotto sotto non va bene niente»), Luisa alla fine cede: «Carmelo invitò tutta la troupe ad andare con lui al Festival del cinema di Taormina. Tentennai, chiamai il mio fidanzato a Napoli, che sapeva delle sue avances: "Vengo a casa". Ma lui, infuriato, mi gridò di non volermi più vedere. Così mi presentai da Carmelo: "Ho lascaito il fidanzato, sto qua". "Chi se ne frega!", sbottò lui e per due giorni fece il prezioso. Ma solo per due giorni. Poi venne a cercarmi nella mia camera: "Ti porto nella chiesetta, ti voglio sposare". Celebrammo nella cappella dell’albergo, in privato». Duri i primi tempi insieme: «Dovevo scardinare le abitudini per adeguarmi a lui che aveva una capacità di lavoro disumana e nella testa un motore sempre acceso. Anche lui ha dovuto adattarsi a me, al mio accento per esempio. La sua proprietà di linguaggio non ammetteva errori, a una parola sbagliata saltava su. Mi correggeva, ma io non ci badavo. E un giorno che mi ero stesa accanto a lui sul letto, sospirò: "In otto anni non sei riuscita a imparare l’italiano. Hai quasi rovinato il mio"».