Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  settembre 16 Lunedì calendario

Esposto Marco di anni 63. ”Bologna” per gli amici, rappresentante in pensione, viveva solo a Imola e passava le serate giocando a boccette nel bar birreria Muttley, l’unico aperto fino a tardi nel quartiere Pedagna

Esposto Marco di anni 63. ”Bologna” per gli amici, rappresentante in pensione, viveva solo a Imola e passava le serate giocando a boccette nel bar birreria Muttley, l’unico aperto fino a tardi nel quartiere Pedagna. Intorno alle 23 di lunedì scorso era appunto lì quando vide uno sconosciuto sparare a un altro tizio. Spaventato, si rifugiò subito sotto il biliardo. Finito il pericolo, ingollò un bicchiere d’acqua per calmare il raccapriccio, ma morì ugualmente d’infarto, appena fuori dal locale. Dentro, steso per terra, c’era il cadavere di Medri Serafino, di anni 50, musicista di un piano bar, longilineo, baffoni e capelli lunghi, molto riservato, due ex mogli e tre figli. A ucciderlo, Donatiello Mario, di anni 49, fornaio d’origine irpina, da tempo residente a Bagnara di Romagna, capelli castani, magrissimo, storie non recenti di droga e prostituzione. Costui era convinto che il Medri facesse l’amore con la sua ex moglie, Luppino Antonina detta Nina, di anni 43, mora, trapanese, non alta ma bella, lavoratrice stagionale in riviera. Aveva perciò convocato il rivale al bar Muttley. Dopo un po’ che discutevano, il Donatiello s’alzò, tirò fuori una pistola e sparò contro al Medri, alla spalla e alla testa. «Tua moglie è una bella donna, ma tra di noi c’è solo una simpatia, niente di più», furono le ultime parole del presunto amante. Qualche minuto dopo, mentre l’Esposto moriva d’infarto, il Donatiello s’allontanò per andare ad ammazzarsi nel parcheggio di un supermercato. In una sera appiccicosa d’afa e temporali fra Imola e Bagnara, nella bassa ravennate.