16 settembre 2002
Kusi Ibrahim, di anni 41, boscaiolo, albanese, sposato, tre figli, residente a San Miniato. Suo fratello Dashamir, di anni 32, moglie, due pargoli, operaio in un’azienda conciaria di Castelfranco di Sotto, Pisa
Kusi Ibrahim, di anni 41, boscaiolo, albanese, sposato, tre figli, residente a San Miniato. Suo fratello Dashamir, di anni 32, moglie, due pargoli, operaio in un’azienda conciaria di Castelfranco di Sotto, Pisa. L’altra sera si recarono a una festa in una villetta a due piani di San Romano, frazione di Montopoli Valdarno. A organizzarla, Taddeo Vito, di anni 49, ex boscaiolo divenuto conciatore di pelli, che celebrava così la nascita di sua figlia, concepita con la sua convivente albanese. Ai festeggiamenti s’erano aggiunti i vicini, albanesi pure loro, e pure loro appena diventati genitori. Avevano organizzato una lunga tavolata, vino in quantità. Intorno alle 3 il Taddeo si mise a discutere coi fratelli Kusi. S’alzò da tavola e salì nel suo appartamento. Quelli lo seguirono, ma furono fermati nella corsa dai cinque proiettili che il Taddeo gli sparò. Uno s’accasciò sul pianerottolo tra la prima e la seconda rampa di scale; l’altro, otto gradini più sotto, la testa rovesciata su piantine di fragole. Domenica 14, nella campagna pisana.