Luca Ciarrocca, Capital n.5/2002; The Economist, 11/05/2002, 16 settembre 2002
L’Ue ha fatto appello al Wto. «Che le ha dato ragione, autorizzando ”rappresaglie” per un valore compreso tra uno e 4 miliardi di dollari da raccogliere con tariffe e dazi su una serie di merci Usa vendute nel Vecchio Continente
L’Ue ha fatto appello al Wto. «Che le ha dato ragione, autorizzando ”rappresaglie” per un valore compreso tra uno e 4 miliardi di dollari da raccogliere con tariffe e dazi su una serie di merci Usa vendute nel Vecchio Continente. Per evitare le sanzioni, l’America dovrebbe o cambiare l’attuale legislazione fiscale (il che è altamente improbabile), o compensare l’Ue riducendo le tariffe su una varietà di merci esportate in Usa. A Bruxelles pensano di colpire Bush in modo da fargli perdere le elezioni in alcuni Stati dove la lotta è più incerta: ad esempio punendo il tessile del Nord Carolina o i produttori di succo d’arancia della Florida. Si tratta di misure senza precendenti, basti pensare che le tariffe americane contro l’Europa nella cosidetta ”guerra delle banane” arrivarono a 191 milioni di dollari. Pascal Lamy, commissario al Commercio dell’Unione Europea, vuol mantenere questa vertenza separata da quella dell’acciaio a patto che gli Usa mostrino una concreta volontà di riforma fiscale. Bush ha detto che si adopererà affinché il suo Paese si metta in linea con le direttive della Wto».