16 settembre 2002
Contino Paola, di anni 39. Palermitana, sposata con un impiegato della Telecom, due figlie, faceva l’agente pubblicitaria alla Seat Pagine gialle ed era considerata una delle migliori dello staff
Contino Paola, di anni 39. Palermitana, sposata con un impiegato della Telecom, due figlie, faceva l’agente pubblicitaria alla Seat Pagine gialle ed era considerata una delle migliori dello staff. S’era invaghito di lei il suo datore di lavoro Paladino Carlo Antonio, di anni 38, sposato con una dentista, una figlia, capo area della sede palermitana della Seat pagine gialle. Forse avevano avuto una storia. Venerdì mattina decisero di vedersi. Raggiunsero un piazzale di periferia a bordo della Fiat Coupè rossa. Qui la Contino s’accorse che il suo capo aveva un atteggiamento strano. Mandò un sms con richiesta d’aiuto a un suo amico, Barrale Gaetano, di anni 34, ragioniere in un’impresa edile, tre figli, la moglie morta sei mesi fa nel partorire l’ultimo. Costui si precipitò in moto fino al parcheggio e tentò di placare la discussione tra i due. Si beccò due proiettili al collo. Provenivano dalla pistola del Paladino, che fece poi inginocchiare la Contino, le sparò alla schiena, s’appoggiò infine la canna alla tempia e fece fuoco di nuovo. Nello slargo di un complesso residenziale in viale della Regione Siciliana, Palermo, davanti agli occhi di centinaia di automobilisti in coda sulla bretella della circonvallazione con la speranza di andare al mare.