Livia Manera, Io donna 20/7/2002., 20 luglio 2002
Winston Churchill, collo corto, occhi gonfi da bulldog, sigaro perenne tra le labbra, aveva l’abitudine di lavorare a letto fino a mezzogiorno
Winston Churchill, collo corto, occhi gonfi da bulldog, sigaro perenne tra le labbra, aveva l’abitudine di lavorare a letto fino a mezzogiorno. Faceva colazione con bistecca e pasticcio di rognone, coppa di cioccolatini, champagne (tragedie quando per fare economia si vide ridurre da tre a due bottiglie la razione quotidiana). Nel pomeriggio, giochi con le carte seguiti da pasto luculliano. Dopo cena, di nuovo al lavoro, con l’assistenza delle due segretarie addette al turno di notte. Infaticabile, dettava i suoi discorsi alla dattilografa anche mentre faceva il bagno (nudo, il sigaro in bocca, lei fuori dalla porta). Imperioso e capriccioso, quando, per un litigio, sua moglie Clementine si chiudeva in camera, lui fuori dalla porta implorava con voce flebile e dolcissima: «Lasciami entrare, gattina».