Gaetano Afeltra, Corriere della Sera 13/8/2002, 13 agosto 2002
Negli anni Trenta fu Carlo Bo a introdurre Carlo Emilio Gadda ed Eugenio Montale nel salotto fiorentino di madame Saffo, leggendaria maitresse dell’epoca
Negli anni Trenta fu Carlo Bo a introdurre Carlo Emilio Gadda ed Eugenio Montale nel salotto fiorentino di madame Saffo, leggendaria maitresse dell’epoca. L’«ossequioso Gadda» si rivolgeva alle ragazze chiamandole «signorine» e chiedendo loro con rispetto: «Come stanno i suoi? Si trova bene a Firenze? Le piace la città?». Carlo Bo, noto come il più assiduo frequentatore, così rievocava l’atmosfera respirata nel palazzetto di madame: «Era come stare al caffè». Carlo Muscetta mostrava invece un certo ritegno e mai voleva unirsi alla compagnia. L’unica volta che finì per cedere, una direttrice gli fece stupita: «Sei ancora qui?». Solo allora gli amici scoprirono che Muscetta era un habituè delle prime ore del pomeriggio. Montale, folgorato dalla bellezza delle fanciulle di cui amava soprattutto la pulizia («potresti mangiarci sopra»), si lasciò sfuggire una volta con tono acido: «Pensa, in confronto, alle mogli dei nostri amici».