17 settembre 2002
Di Luciano Anita, di anni 28. Siracusana, lunghi capelli lisci e neri a incorniciare un volto tondo dalle labbra polpose, irrequieta, ribelle, madre di due bimbi di 6 e 11 anni
Di Luciano Anita, di anni 28. Siracusana, lunghi capelli lisci e neri a incorniciare un volto tondo dalle labbra polpose, irrequieta, ribelle, madre di due bimbi di 6 e 11 anni. Stufa da un anno del marito Nuccio, cameriere in trattoria, faceva l’amore di nascosto con un Amenta Davide di anni 19, dedito a furtarelli e spaccio di soldi falsi. I due s’incontravano d’abitudine nella villetta di campagna dello zio di lui, circondata da mandorli e ulivi. Lei, gelosa, possessiva, ogni giorno lo tormentava per convincerlo a vivere assieme, lui ogni giorno le diceva di no e alla fine l’aveva mollata. Lei domenica pomeriggio indossò una gonna lunga e fasciante, una camicia di cotone, un foulard di seta e tornò nella casetta consacrata agli amplessi per ribadirgli, tra insulti e singhiozzi, la sua passione. Lui la zittì con tre colpi di pistola: al petto, alla gola, alla testa. Subito dopo chiamò un ventiduenne amico suo che l’aiutò a trascinar la donna fino a un pozzo per poi tuffarla nel fondo limaccioso. Il corpo, trovato da un agricoltore che notando tra l’erba macchie di sangue volle seguirle passo passo. Nel pomeriggio di domenica 11 agosto, a Noto, trenta chilometri a sud di Siracusa.