17 settembre 2002
Vincentini Annalisa, di anni 24. Livornese, alta, snella, bel viso incorniciato da lunghi capelli neri e lisci, pelle ambrata, sorriso seducente, sempre elegante, irrequieta ma solare, traduttrice di francese e spagnolo, insegnante di spinning, la passione per i viaggi e gli animali
Vincentini Annalisa, di anni 24. Livornese, alta, snella, bel viso incorniciato da lunghi capelli neri e lisci, pelle ambrata, sorriso seducente, sempre elegante, irrequieta ma solare, traduttrice di francese e spagnolo, insegnante di spinning, la passione per i viaggi e gli animali. Abitava in via della Salute col padre dirigente alla Volkswagen e la madre titolare di una tipografia. Da due anni faceva l’amore con Poli Stefano di anni 32, tipografo del quotidiano ”Il Tirreno”, sposato, due figli, né bello né elegante, tuttavia simpatico, gentile, gran lavoratore, appassionato di moto, caccia e musica classica. Lunedì 19 agosto, alle 11 di mattina, i due s’appartarono nella pineta di Chioma, vicino Castiglioncello, sul sedile posteriore della Mercedes di lui. S’erano appena sfilati le scarpe quando sbucò dalle fratte un tale sui trent’anni, capelli biondi raccolti a codino, alto, magro, occhi chiari, sguardo freddo e determinato. Costui aprì la portiera e senza dir parola, tra gesti e mugugni fece capire che voleva soldi. Scontento dei 50 euro tirati fuori dal Poli, sparò alla Vincentini. Due colpi: uno al torace, l’altro sotto al seno (la pistola munita di silenziatore). Il Poli riuscì a disarmarlo e gli tirò una sassata, quello montò sulla Rover verde dal muso ammaccato e fuggì chissà dove.