Varie, 19 settembre 2002
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Bodiroga Dejan
• Zrenjanin (Bosnia) 2 marzo 1973. Ex Giocatore di basket. In Italia ha giocato con Trieste, Milano, Roma, in Spagna con Barcellona e Real Madrid, in Grecia col Panathinaikos. Con la nazionale ha vinto i mondiali 1998 e 2002 e gli Europei 1995, 1997, 2001. A Roma è stato anche general manager • «[...] In Italia è arrivato nel ”92, dopo che l’anno prima aveva giocato la prima stagione da professionista con lo Zadar, acquistato da Trieste. Due anni e il gran salto in quella Milano allenata da Tanjevic. Uno scudetto e una coppa Italia [...]» (Erminio Marcucci, ”La Gazzetta dello Sport” 19/7/2005) • «[...] Svetsilav Pesic, l’allenatore della Lottomatica [...] segue Bodiroga sin dai primi passi del fenomeno serbo, nelle nazionali giovanili della ex Jugoslavia. In coppia i due hanno vinto tutto: europei e mondiali, cadetti e juniores. Poi Bodiroga ha continuato a vincere, prima a Milano nel 1995 lo scudetto italiano, ad Atene col Panathinaikos dove oltre a tre titoli greci ha vinto due volte l’Eurolega, infine a Barcellona dove, ancora con Pesic in panchina, ha realizzato la ”triple” cioè nello stesso anno ha vinto scudetto spagnolo, Copa del Rey ed Eurolega. E, per non perdere l’abitudine, nel frattempo ha vinto anche due Europei (uno sempre con Pesic), due Mondiali (l’ultimo nel 2002 negli Stati Uniti ancora con Pesic), un argento (Atlanta) ed un bronzo (Sydney) olimpici con la nazionale della Serbia. Dunque anche il palmares racconta di uno dei più forti e straordinari giocatori europei in attività, capace di giocare da playmaker, guardia ed ala piccola. [...]» (Edoardo Lubrano, ”la Repubblica” 19/7/2005) • «Boscia Tanjevic quando lo lanciò diciannovenne: ”Bodiroga? Meglio di Magic Johnson”. Un 2,05 metri che gioca da guardia, palleggia, ispira, tira, difende e che, insomma, sa fare tutto, dove lo trovi? All’immancabile domanda ”perché non giochi nella Nba?” risponde con un sorriso: ”Vedi, una volta in America dicevano che ero lento. La volta dopo che non potevo giocare ai loro ritmi. Ogni volta una scusa diversa. Sai cosa? A me non importa nulla della Nba: sono molto contento della mia carriera e non sento la necessità di questa sfida”» (Riccardo Romani, ”Corriere della Sera” 10/9/2002).