Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  settembre 19 Giovedì calendario

DelBosque Vicente

• Salamanca (Spagna) 23 dicembre 1950. Ex calciatore. Ex allenatore del Real Madrid, squadra con la quale ha vinto due Champions League (1999/2000, 2001/2002). Dal 2008 allenatore della Spagna • «Una vita spesa per il Real Madrid. Vi arriva all’età di 18 anni, vi resta al culmine della carriera da calciatore (441 presenze, 38 reti) e vi rimane poi come tecnico, prima dirigendo il centro sportivo e il settore giovanile, e diventando poi allenatore. Da giocatore è centrocampista abile nel conquistare la palla e rilanciare il gioco. Da allenatore, si distingue per il suo senso pratico nel gestire i giocatori: è capace di ottenere una serie entusiasmante di successi» (F.O, Enciclopedia dello Sport, Treccani 2002) • «’Non sono di quelli che hanno paura di confessare la loro monomania: io potrei parlare di calcio giorno e notte. La ”pressione” dei media non mi angustia. Accetto tutto, qualsiasi domanda e qualsiasi argomento. Però scelgo con calma, senza isterismi. La tranquillità è una cosa molto importante, nella vita”.[…] In Spagna lo vedono come un buon padre. L’hanno pregato di restare un anno ancora al Madrid, benché adducesse, per ritirarsi, motivi di salute. Ex calciatore, centrale di interdizione e di suggerimento, quando allena si piazza su un lato del campo e non dice una parola. Osserva sotto i baffi grigi. Rari richiami. L’appagamento, in apparenza, di chi sa di manovrare la squadra-sogno, l’ingranaggio più oliato del calcio moderno. Qualcosa, insomma, che va da sé […] Io non mi preoccupo di quello che mangiano, ad esempio. Né degli orari che osservano fuori del campo. O altre cose del genere. Per questo esistono i medici, esiste la loro stessa responsabilità personale. Sanno dove stanno e dove possono arrivare. Si sorvegliano da soli. I casi di masochismo sono davvero pochi. Chiedo rendimento e disciplina. Il resto è dettaglio di cui si preoccupavano anni fa, gli allenatori all’antica”» (Rita Sala, ”Il Messaggero” 7/9/2002).