Varie, 19 settembre 2002
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Lomborg Bjrn
• Frederiksberg (Danimarca) 6 gennaio 1965. Professore di statistica dell’università di Aarhus, in Danimarca, diventato la bestia nera dell’ambientalismo mondiale dopo la pubblicazione del suo The Skeptical Environmentalist (L’ambientalista scettico) in Gran Bretagna nel 2001. Ex attivista di Greenpeace pentito • «[…] Suoi bersagli preferiti: World Watch, Wwf e Greenpeace. “Ci dicono che le risorse naturali si stanno esaurendo, che la popolazione esplode, che c’è sempre meno da mangiare, che le foreste scompaiono e le speci si vanno estinguendo rapidamente, che l’aria e l’acqua del nostro pianeta sono sempre più inquinate. Ma c’è un problema: questa litania non è sostenuta dai fatti”. E quali sono i fatti? Energia e risorse naturali “sono più abbondanti” di prima. L’accesso all’acqua potabile è aumentato. La fame nel mondo è diminuita. La povertà anche. E quanto alla biodiversità, le speci scompaiono a un ritmo minimo (0,7 per cento nei prossimi cinquant’anni). Insomma, “la maggioranza degli indicatori ci dice che lo stato dell’umanità è migliorato moltissimo”. […] L’“Economist” lo osannò: “Uno dei libri più importanti degli ultimi dieci anni”, scrisse il prestigioso settimanale britannico. “Business Week”, “Wall Street Journal” e altre testate importanti dedicarono lunghi articoli elogiativi al giovane professore di statistica che era stato capace di demolire il mito della catastrofe ambientale. Ma non sono mancate le critiche. Anzi, una valanga di critiche. In poco più di un anno è nata una sorta di fabbrica virtuale su Internet, che ha l’unico scopo di smontare pezzo per pezzo ogni capitolo del suo libro. Negli Stati Uniti la Union of Concerned Scientists ha compilato una vera e propria guida a quelli che considera gli errori più macroscopici dell’autore. E la blasonatissima rivista “Scientific American” ha scritto un editoriale di dodici pagine per denunciare le tesi di Lomborg. E la sua controversa “lettura” delle statistiche» (Andrea di Robilant, “La Stampa” 28/8/2002).