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 2002  settembre 19 Giovedì calendario

MARCELLETTI

MARCELLETTI Carlo Moie di Maiolati Spontini (Ancona) 19 luglio 1944, Roma 6 maggio 2009. Cardiochirurgo • Dopo la laurea in medicina nel 1969 all’Università cattolica di Roma, si specializza in cardiologia e cardiochirurgia. il primo chirurgo in Europa a compiere trapianti di cuore sui bambini e il primo in Italia a trapiantare, su un bambino, cuore e polmone. Nel 1982 entra all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, dove esercita sino al 1997, guidando una equipe scientifica pioniera in Italia. Nel 1997 si trasferisce all’Hesperian Hospital di Modena. Nel 1998 gli è stato assegnato il premio Fontan per la ricerca scientifica (’liberal” 4/2/1999) • «[...] era caduto in unapro fonda depressione dopo essere stato coinvolto in una inchie sta condotta dalla magistratura palermitana: il 6 maggio 2008 era finito agli arresti domiciliari nel residence di fronte al mare dell’Addaura, lungo la costa del capoluogo siciliano, con l’accusa di truffa, concussione e peculato e anche di produzione di materiale pedopornografico. Il suo umore e il suo fisico erano rimasti profondamente segnati da que sti fatti. Un lento e inesorabile declino causato soprattutto dalla lontananza dal suo reparto, a Palermo, dalla sala operatoria e dai suoi piccoli malati: ne ha operati più di 10 mila nella sua lunga carriera, dalla California al Kosovo, da Tel Aviv all’Ava na, da Palermo a Caracas. Ma era legatissimo soprattutto a Palermo, dove il medico aveva progettato e realizzato una struttura di cardiochirurgia di livello internazionale. Struttura che ha finito per lasciare nel novembre 2008, dopo essere stato rimesso in libertà. [...]» (Francesco Di Frischia, ”Corriere della Sera” 7/5/2009) • «[...] con sfortunate e brevi incursioni in politica, oltre al camice bianco del suo ospedale palermitano, Marcelletti ha indossato quattro casacche. Passando dall’’illusione” di Forza Italia con Gianfranco Micciché alle ”promesse senza seguito” di Totò Cuffaro, dalla ”ribellione” di Francesco Musotto contro gli azzurri a quello che definì il ”finto autonomismo” di Raffaele Lombardo. Deluso, ma tenace, deciso a spendersi per ”denunciare gli intrecci fra sanità e mafia, politica e malaffare”, lo specialista zompato su tutte le tv del mondo ai tempi degli interventi sulle gemelline siamesi spera adesso nel successo di Veltroni e azzarda la diagnosi sul nascituro [...]» (Felice Cavallaro, ”Corriere della Sera” 12/9/2007).