Varie, 20 settembre 2002
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Papon Maurice
• Gretz-Armainvilliers (Francia) 3 settembre 1910, 17 febbraio 2007. «L’alto funzionario della Repubblica di Vichy condannato a dieci anni per crimini contro l’umanità e complicità nella deportazione degli ebrei francesi verso Auschwitz. […] L’uomo che, nel drammatico processo del 1997 a Bordeaux, divenne un imbarazzante simbolo delle complicità francesi con il nazismo e della storia di un regime in parte ancora da scrivere […] In piena guerra, prende contatti con la Resistenza, si guadagna la rispettabilità del grand commis : prefetto in Corsica, ispettore generale in Algeria e prefetto di Parigi, incarico che lo consegnerà a un’altra pagina oscura della storia francese, la sanguinosa repressione degli indipendentisti algerini, trucidati e gettati nella Senna. Ma va ancora più su, attraversa il Maggio Sessantotto come il fascismo e la resistenza, fa il deputato e addirittura il ministro di Giscard d’Estaing. Il suo passato è rimasto sepolto nelle prigioni di Bordeaux, nei sotterranei della stazione dove gli ebrei attendevano di essere caricati in massa sui treni, negli archivi e nei musei dell’Olocausto. Fino al giorno in cui cominciò a circolare qualche notizia. Su un giornale satirico, il ”Canard enchainé”» (Massimo Nava, ”Corriere della Sera” 19/9/2002).