Annamaria Salviati, "Teresa" del messaggero 22/12/1998, pagina 29., 22 dicembre 1998
Non riesce a trovare l’aggettivo esatto per definire il Francesco-bambino (che non è molto diverso dal Francesco-adulto): "Posso dire che non ho mai imparato a camminare ma subito a correre
Non riesce a trovare l’aggettivo esatto per definire il Francesco-bambino (che non è molto diverso dal Francesco-adulto): "Posso dire che non ho mai imparato a camminare ma subito a correre. La leggenda popolare narra che ero specializzato nell’attraversamento delle porte a vetri senza aprirle. E vivevo nel terrore di morire, per paura di essere poi picchiato dalla mamma per punizione. Insomma ero vivace al limite della schizofrenia. Parlavo con me stesso ore e ore e non mi rispondevo mai. Alle elementari avevo l’abbonamento al cinque in condotta. Per un lungo periodo, quando mi sono beccato il morbillo, i maestri hanno premiato la mia assenza con il 7". (Inquadratura su Francesco Salvi)