Varie, 21 settembre 2002
SOYINKA
SOYINKA Wole Abeokuta (Nigeria) 13 luglio 1934. Scrittore • «Appartenente con fierezza all’etnia Yoruba (il popolo concentrato nella parte occidentale del paese più popolato del continente: circa 110 milioni di abitanti), è stato il primo africano a meritare, nell’86, il Nobel per la letteratura. Autore di romanzi (anche autobiografici, come il diario dal carcere L’uomo è morto) e di saggi (come lo studio su Mito, letteratura e mondo africano), oltre che di liriche e di drammi (in Italia è stato tradotto in gran parte da Jaca Book), è un artefice instancabile di ponti tra la sua amata tradizione autoctona e la rilettura dei classici europei, tra il territorio in espansione della letteratura post-coloniale e quello dell’Occidente che in parte lo ha plasmato (ha studiato in Inghilterra e scrive prevalentemente in inglese). Un viaggio in cui Jung e Nietzsche, Euripide e Shakespeare, si sposano con la vitalità complessa dello spirito africano. [...] ”Noi Yoruba crediamo in tre fasi dell’esistenza: quella dei viventi, quella degli antenati e quella dei non-nati. Non è un concetto astratto, ma un processo concreto, che riconosce per esempio la presenza costante degli avi nelle attività quotidiane e che cerca di portare i non-nati nel mondo vivo tramite rituali, sacrifici, incantesimi e feste. Yoruba è una cultura, e una fede, che oggi preferisco di gran lunga a quella promulgata da cristianesimo e islamismo, le altre due religioni che si professano in Nigeria, con una tendenza sempre più accentuata al fanatismo, da cui pare invece immune il pantheon Orisha, ovvero le divinità Yoruba”" (Leonetta Bentivoglio, ”la Repubblica” 20/9/2002). "L’uomo che, durante la guerra civile nigeriana (1967/69), ha passato due anni in isolamento per aver scritto un articolo in cui chiedeva il ”cessate il fuoco”, l’uomo che ha raccontato le sue prigioni in libro tradotto in tutto il mondo (L’uomo è morto)» (Cristina Zagaria, ”la Repubblica” 16/5/2004).