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 2002  settembre 23 Lunedì calendario

BORROMEO

BORROMEO Beatrice Milano 18 agosto 1985. Ex modella. Giornalista. Scrive su il Fatto Quotidiano. Lanciata da Michele Santoro ad Annozero • «Dei Borromeo di Milano, casata che ha fatto la storia della città, fra principi, santi e marchesi. Studia al classico ”Berchet”, è elencata fra ”le modelle più richieste”. Biondissima, 1 metro e 75, occhi azzurri […] Ha cominciato quasi per gioco nel 2000 […] Però con una mamma (Paola Marzotto) e una nonna (Marta Marzotto) così, come poteva non succedere? ” successo che continuavo a tornare a casa da scuola con dei biglietti da visita di persone che mi fermavano e mi dicevano: ”perché non fai la modella?’. Tutti di agenzie sconosciute. Mamma mi diceva ”Beatrice stai attenta’. Poi si è stufata e ha chiamato un amico di cui si fidava e con cui aveva lavorato, Piero (Piero Piazzi della Paolo Tomei ndr ). Siamo andate da lui e sono stata fortunata. Non posso dire di essere mai stata trattata male da nessuno […] Per il primo anno e mezzo facevo casting su casting e tutti mi parlavano in inglese. Se non sapevano che fossi italiana, figurarsi se conoscevano il cognome... Quando ho sfilato per esempio per Carlo Tivioli, un amico della mamma, lei poi l’ha chiamato per ringraziarlo e lui è caduto dalle nuvole, non sapeva che ero fra le sue modelle. E a dirla tutta comunque io non pensavo proprio che sarei riuscita a salire su una passerella […] Con papà (Carlo Borromeo ndr) ho fatto un patto: mai in abiti trasparenti o troppo sexy. E lo rispetto. Dunque dico di no a quelle sfilate in cui ci sono uscite diciamo poco sobrie. Poi chiamo sempre Piero e gli dico: ”ti prego, ti prego non farmele fare’ […] Mai nuda o in situazioni imbarazzanti: il corpo è mio e basta […] Faccio tanto sport questo sì: pallavolo. Dopo la moda comincio anche con la kick boxing. Ma niente dieta. La mia banana split quotidiana non me la toglie nessuno”» (Paola Pollo, ”Corriere della Sera” 23/9/2002). «Nobile, ribelle, atea, di sinistra. Ma il primo aggettivo che ti viene in mente, a vederla, è bella. Delicata e chic se infilata nei vestitini da brava ragazza che l’hanno lanciata come modella, raffinata e seducente se avvolta nelle mise provocanti dell’ultima ora. ”Ucciderei per lei”, confessa la sua nonna, l’esuberante Marta Marzotto. [...] per quanto giovane, non le difettano certo la sicurezza di sé e la determinazione. L’ultima delle sue ”vittorie” è stata l’ammissione alla facoltà di Scienze giuridiche della Bocconi, germoglio di un sogno che lei coltiva da anni: diventare giornalista politica. Altro che vita comoda e divertimento sfrenato. BB è orgogliosa di aver frequentato il liceo classico pubblico, di avere amici che fanno fatica a sbarcare il lunario, di sfilare in passerella per mantenersi e di girare con un motorino scassato. Giura di conoscere il valore dei soldi: ”A casa mia i soldi hanno sempre avuto il peso giusto. Mia mamma mi ha insegnato a rispettarli”. I ricordi dell’infanzia e il nome ingombrante del casato sono argomenti inevitabili. Vai a spiegarlo, alla gente, che ”l’aristocrazia non esiste, è tutta fuffa anacronistica”, mentre ti presenti con il cognome dei Borromeo di Milano... Lei, Bea, fa di tutto per vivere come una ragazza normale, e per non ostentare la nobiltà che la sua famiglia ha ereditato dai nomi dei suoi antenati, stampati sui libri di storia. Federico Borromeo, San Carlo Borromeo, principi, conti e marchesi: lei,la contessina, ne è discendente, tutto qui. Sua madre Paola, figlia della contessa Marzotto, è la persona che Beatrice dice di chiamare se vuole parlare di politica: ”Abbiamo idee abbastanza simili. Sennò, se voglio litigare, chiamo papà”. Bea si lascia andare a considerazioni del tipo ”mamma a sinistra e papà a destra”. E giù valutazioni sui singoli politici: il Cavaliere che non le piace, il ”grande” Bertinotti, l’ideologia offensiva di Bossi, il voto che darà a Prodi e che avrebbe dato più volentieri a Fassino. [...] ”Quando vuole fare una cosa la fa, è dolce ma è anche piuttosto incazzosa” dice di lei nonna Marta. Lo sa bene la sorella Lavinia, ”la sua amica più cara”, secondo la contessa Marzotto. Lavinia [...] moglie di John Elkann, nipote prediletto di Giovanni Agnelli, è una delle tre sorelle di Beatrice ed è nata dalle prime nozze del conte Borromeo con l’ex modella tedesca Marianne Sybille Zota. Dallo stesso matrimonio sono nate anche Matilde [...] e Isabella [...] E poi c’è Carlo junior [...] dalla coppia Carlo Borromeo - Paola Marzotto. Il fatto che le sue sorelle si siano accasate con mariti miliardari ”è un caso”, assicura Beatrice. ”Io potrei sposare anche un metalmeccanico”. Perché sarà pur vero che lei non crede in Dio, cioè ”vorrei crederci ma non è così”. Ma in compenso ”credo in molte altre cose”. La più importante? ”La famiglia tradizionale”. Se chiude gli occhi per immaginare un bel futuro, la contessina acqua e sapone vede ”un marito, figli, cane e caminetto”» (Giusi Fasano, ”Corriere della Sera” 8/10/2005).