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 2002  settembre 23 Lunedì calendario

SCIARELLI

SCIARELLI Federica Roma 9 ottobre 1958. Giornalista. Del Tg3. Conduttrice di Chi l’ha visto? • «Entrata in Rai dopo aver vinto un concorso, cresciuta nel telegiornale di Alessandro Curzi, in piena epoca ”Telekabul” [...] viso d’angelo, capelli biondi, piglio deciso» (Fulvia Caprara, ”La Stampa” 10/6/2004) • «Ho fatto il concorso per una borsa di studio. Sono arrivata seconda, dietro a Dario La Ruffa, su 10 mila partecipanti. Come prima destinazione mi mandarono al Tg1, ricordo che c’era Mentana giovane praticante. Ma alla fine dell’anno di borsa di studio né io, né gli altri 29 vincitori fummo assunti. Anzi, due furono assunti. Meglio non indagare […] Andai a lavorare al Senato. Ma pressata dal sindacato, otto anni dopo, la Rai assunse i famosi borsisti. Io andai al Tg3, con qualche titubanza perché persi metà dello stipendio. Al Senato guadagnavo 2 milioni al mese […] Non ho mai detto a nessuno per chi voto. Ma alla fine il tuo orientamento traspare. Una volta Curzi me lo chiese. Io risposi: il voto è segreto. Ma dicono che mi si legge in faccia che sono di sinistra […] Ho dei trascorsi buffissimi. Militavo in un gruppo che nessuno ha mai immaginato. Non mi ha mai sgamato nessuno […] Stella Rossa […] Sono passati 25 anni. C’era Calò, l’agopunturista. Li conobbi nella mia scuola, dove erano forti loro e i giocatori di hockey su prato. Io mi iscrissi a Stella Rossa, praticai l’agopuntura e giocai ad hockey su prato. L’attività principale consisteva nell’andare all’aeroporto con un mazzo di fiori ad accogliere i leader del partito comunista cinese […] Una volta Montanelli chiese a Cossiga chi fosse la sua amante. Cossiga si avvicinò all’orecchio di Montanelli e gli disse qualcosa. Divenne il tormentone dell’estate. ”Panorama” lo fece diventare un gioco e mise la mia fotografia sotto la domanda: ”Chi è l’amante di Cossiga?”. Ci rimasi malissimo […] Sono diventata molto amica di Cossiga poi. E ne approfittai per chiedergli che nome avesse detto a Montanelli. Lui mi confessò che era tutto uno scherzo e che non aveva fatto nessun nome […] Io ero una felice inviata. Poi mi sono messa col mio compagno, Sergio, ho fatto un figlio, Giovanni, e ho smesso di viaggiare. Ma senza nessun rimpianto […] Non ho il senso dell’autorità e sono attaccabrighe. Ho litigato con tutti i miei direttori. Litigavo spesso con una mia collega, Daniela Vergara. Poi un giorno ci siamo stufate, ci siamo baciate e abbracciate e abbiamo fatto pace. Adesso ci vogliamo molto bene» (Claudio Sabelli Fioretti, ”Corriere della Sera” 22/9/2002).