23 settembre 2002
Gisabella Gaia Lucia, di anni 2, e suo fratello Carmelo Alessio, di anni 9. Genitori separati da quasi un anno, vivevano insieme alla madre in casa dei nonni, nel rione di Santa Petronilla, a Caltanissetta
Gisabella Gaia Lucia, di anni 2, e suo fratello Carmelo Alessio, di anni 9. Genitori separati da quasi un anno, vivevano insieme alla madre in casa dei nonni, nel rione di Santa Petronilla, a Caltanissetta. Il padre, Gisabella Maurizio, di anni 38, commerciante di biancheria nei mercatini settimanali di mezza Sicilia, quart’ultimo di undici fratelli, era rimasto solo a disperarsi nella casa di via Frà Gerratana. La madre, Mavilla Rosaria Monia, di anni 29, aveva invece smesso di far la casalinga e lavorava come commessa, insieme alla sua gemella Rosalba. Usciva persino con un altro. L’altra sera il Gisabella, trovando la cosa inconcepibile, approfittò del fatto che i pargoli fossero rimasti a dormire in casa sua e li soffocò con un cuscino. Indi disseminò in salotto fotografie della famiglia, indossò l’abito blu delle sue nozze e le scarpe nere ancora odorose di cuoio. Programmò il lettore cd in modo che riproducesse all’infinito il Requiem di Mozart, ascoltato al funerale di suo padre, e si lanciò dal balcone del sesto piano. Sullo specchio dell’ingresso, una lettera di due pagine per augurare alla Mavilla di vivere «a lungo, nel rimorso e come in un incubo». Alle 3 di notte di lunedì scorso a Caltanissetta, in uno dei palazzi popolari che s’affacciano sul cupolone azzurro della cattedrale e le campagne di Pian del Lago.