23 settembre 2002
Romano Bernardo, di anni 47. Napoletano, moro, sopracciglia folte, baffi e catenone al collo, sposato con Iervolino Patrizia, di anni 41, cinque figlie femmine e un maschio (Ciro, di anni 10, il più piccolo), guadagnava 750 euro al mese e viveva in uno scantinato di cinquanta metri quadri che gliene costava 250
Romano Bernardo, di anni 47. Napoletano, moro, sopracciglia folte, baffi e catenone al collo, sposato con Iervolino Patrizia, di anni 41, cinque figlie femmine e un maschio (Ciro, di anni 10, il più piccolo), guadagnava 750 euro al mese e viveva in uno scantinato di cinquanta metri quadri che gliene costava 250. Raccoglieva rifiuti e cartacce come lavoratore socialmente utile per conto del comune di Cercola, Napoli. Stufo di un contratto sempre in bilico, intorno alle 9 di lunedì scorso, finito il turno, si diresse verso il parcheggio del municipio, prese dalla sua auto una bottiglia piena di benzina, tornò nel cortile, si cosparse del liquido rosso e si diede fuoco. Al Comune lasciò un biglietto: « colpa vostra». Morì due giorni dopo senza aver ripreso conoscenza. Al termine del funerale, il sindaco di Cercola, Gallo Giuseppe, fu aggredito a calci e pugni da una ventina di disoccupati. Fu tratto in salvo da vigili e consiglieri comunali e se la cavò con qualche contusione e un trauma alla caviglia. Fu medicato nell’ospedale Apicella di Pollena Trocchia, Napoli.