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 2002  settembre 04 Mercoledì calendario

Millecento invitati e quarantasette testimoni hanno partecipato giovedì scorso al matrimonio, secondo la famiglia della sposa «muy sencillo» (’molto semplice”), tra Ana Aznar e Alejandro Agag

Millecento invitati e quarantasette testimoni hanno partecipato giovedì scorso al matrimonio, secondo la famiglia della sposa «muy sencillo» (’molto semplice”), tra Ana Aznar e Alejandro Agag. Lui, 31 anni, occhialuto enfant prodige del neoconservatorismo spagnolo, fama da latin lover, ex portaborse di Aznar, poi segretario del Ppe, diventato infine (per evitare imbarazzi) direttore generale del ”Banco Portugués de Deposito”, ciononostante detto «generissimo». Lei, 20 anni, studentessa di Psicologia, «musetto da roditore», secondogenita del premier spagnolo, detta ”Botellita de enmedio” (’bottiglietta di mezzo”). arrivata all’altare con quattro ore di trucco in faccia, l’anello «niente di che» del fidanzato, un abito «senza infamia e senza lode, color avorio, gli orecchini pendenti di brillanti, il bouquet impacciato di roselline selvatiche». Cerimonia e ricevimento organizzati da sua madre Ana Botella, inguainata in un «increscioso abito longuette color ciclamino»: ottanta bambini a cantare gli inni liturgici in chiesa; poi gli invitati divisi in «serie A» (sedevano all’interno della finca neobizantina ”Los Arcos”), e «serie B» (stavano invece nel giardino). Banchetto a base di foie gras, insalata d’astice, pernice stufata e aromatizzata con lampone (costo: 90 euro a persona). Niente torta nuziale glassata (considerata «sorpassata»), piuttosto un millefoglie di mandorle caramellate, crema di mascarpone, lingotti di cioccolato e foglie di menta. Quanto alla lista di nozze (da 120 mila euro, pressoché esaurita), acquistato dai ministri spagnoli il regalo più caro (servizio di posate d’argento da 8.221,85 euro), ignoto il destino del dono più economico, un thermos da 37,86 euro. Applausi all’arrivo di Silvio Berlusconi, anche lui testimone, «un po’ gonfio nel tight, sorridente e senza Veronica».