ìLa Stampaî 6/9/2002, 6 settembre 2002
I signorotti sono tornati a spadroneggiare, «ciascuno nel loro piccolo feudo. A Jalalabad, dove le bande armate sono tornate a dettare legge e i campi a riempirsi di papaveri da oppio, comanda Haji Abdul Qadee
I signorotti sono tornati a spadroneggiare, «ciascuno nel loro piccolo feudo. A Jalalabad, dove le bande armate sono tornate a dettare legge e i campi a riempirsi di papaveri da oppio, comanda Haji Abdul Qadee. A Mazar-I-Sharif nessuno insidia il potere del generale uzbeko Dostum. Herat ha riaperto le porte a Ismail Khan, tagiko appartenente alla setta islamica degli sciiti, che agisce come un califfo autonomo, forte del sostegno del vicino Iran sciita. A Kandahar è tornato a regnare Haji Gul Agha. Ma nella lista dei nemici di Karzai bisogna inserire anche alcuni ex combattenti tagiki della Alleanza del Nord, che a malincuore hanno ceduto il potere ai pashtun di Karzai. Forti tuttora nella regione della capitale, hanno il controllo di tutto l’apparato di sicurezza, dalla polizia ai servizi segreti. Come l’ex presidente Rabbani, il potentissimo ministro della Difesa, Fahim, e l’astuto consigliere per la Sicurezza interna, Yonus Qanuni» (Renato Caprile). [8] «La guerra ai taleban è finita, la guerra d’Afghanistan è un’altra storia».