Guido Olimpio ìCorriere della Seraî 4/9/2002, 4 settembre 2002
Il tesoro di al-Qaida. «Il ”Washington Post” ha rivelato come il gruppo abbia messo al riparo in Sudan il proprio tesoro
Il tesoro di al-Qaida. «Il ”Washington Post” ha rivelato come il gruppo abbia messo al riparo in Sudan il proprio tesoro. Dozzine di lingotti d’oro, affermano fonti della sicurezza, sono state contrabbandate dal Pakistan verso Dubai - a bordo di piccole imbarcazioni - e dal centro commerciale nel Golfo Persico hanno proseguito verso il territorio sudanese. [...] La sorveglianza delle banche sospette ha spinto i cassieri di al-Qaida a scovare canali finanziari più sicuri. Come una vera holding la formazione radicale, con l’aiuto di gruppi nordafricani (algerini, tunisini), ha diversificato le proprie attività. In Estremo Oriente i suoi manager hanno rilanciato il tradizionale traffico degli stupefacenti: le coltivazioni dell’oppio, nonostante il conflitto, sono intatte. In Africa e Sud America i ”rappresentanti” si sono dedicati alle pietre preziose. In Europa le cosiddette ”formiche” hanno aperto decine di call center e negozi. Nei paradisi fiscali - come le Bahamas - hanno fondato nuove società. Nei paradisi turistici - Seychelles e Mauritius - sono sorte iniziative di copertura per cellule in fuga dalla trappola afghana» (Guido Olimpio).