Benjamin Barber, ìla Repubblicaî 7/9/2002;, 7 settembre 2002
Interdipendenza. «Forse i terroristi hanno una migliore comprensione del significato di interdipendenza di quanto l’abbiano gli Usa
Interdipendenza. «Forse i terroristi hanno una migliore comprensione del significato di interdipendenza di quanto l’abbiano gli Usa. Sanno perfettamente di essere parte di un’infrastruttura internazionale che nessuna nazione può controllare da sola - per quanto potente possa essere. Sanno perfettamente di non correre particolari rischi perché i paesi nemici ”ospiti”, che loro sfruttano, sono già stati attaccati e distrutti; perché i terroristi hanno strutture mutevoli, mobili e flessibili cui non occorre necessariamente una particolare nazione di riferimento. Possono annidarsi presso e tra i loro nemici (in Pakistan o in Egitto, in Germania o in Florida). Se li si sradica dall’Afghanistan, compariranno in Indonesia, o in Sudan o nelle Filippine; oppure terranno per qualche tempo un basso profilo, mescolandosi nei bassifondi di popoli della stessa etnia (come stanno facendo i sopravvissuti Taliban in Afghanistan) o sfrutteranno il multiculturalismo dei loro nemici (come forse stanno facendo gli immigranti o i lavoratori stranieri a Marsiglia o a New York). Interdipendenza significa che il terrorismo non può essere decapitato: perché è un sistema il cui tessuto connettivo è più importante delle singole cellule di cui è formato. Perché per ogni terrorista catturato o ucciso, ce ne sono dozzine che aspettano dietro le quinte, e la morte di quello davanti sarà solo un ulteriore incentivo per quello a cui tocca» (Benjamin Barber).