Roberto Gervaso, "Il grande mago. Vita, morte e miracoli del conte di Cagliostro", Rizzoli 2002, 24 settembre 2002
Sedute spiritiche. A Parigi Cagliostro organizzava sedute spiritiche in cui evocava fantasmi celebri come Montesquieu, Voltaire, Diderot, mantenuto, per far questo, dal cardinale Rohan oltre che dai sussidi dell’’Alta Osservanza”
Sedute spiritiche. A Parigi Cagliostro organizzava sedute spiritiche in cui evocava fantasmi celebri come Montesquieu, Voltaire, Diderot, mantenuto, per far questo, dal cardinale Rohan oltre che dai sussidi dell’’Alta Osservanza”. L’idillio, durato un anno, finì nel 1786 a causa dell’intrigo ordito dalla contessa Giovanna Valois de la Motte, che avendo molti debiti millantava di essere consigliera della regina e, con la scusa di far da mediatrice presso di lei, si faceva dar soldi dai conoscenti parigini. Tra questi i gioiellieri Bohmer e Bassenge, che avevano tentato invano di vendere a Maria Antonietta una collana ”alla schiava” di 565 gemme (confezionata per la marchesa du Barry, favorita di re Luigi XV, morto prima di pagare il gioiello). Giovanna finse di aver persuaso Maria Antonietta, e lusingò il cardinale Rohan facendogli credere che la regina chiedeva proprio a lui di garantire per iscritto il pagamento perché al momento non aveva liquidi per acquistarla. Dopodiché si fece consegnare la collana per renderla alla regina, in realtà la rivendette per estinguere i propri debiti. Quando l’inganno fu scoperto e Giovanna arrestata, questa accusò Cagliostro e Rohan. Rinchiusi nella Bastiglia per tutto il tempo del processo, infine furono assolti e scarcerati, ma i sovrani, indispettiti dalla sentenza, cacciarono Cagliostro dalla capitale. Giovanna fu condannata alla reclusione e al marchio rovente sulla spalla della lettera V (Voleuse, ”ladra”).