Angelo Pergolini, ìPanoramaî 12/9/2002, 12 settembre 2002
Le banche d’affari che dicono? Fanno due ipotesi: nella prima, il cosiddetto ”James Bond scenario”, gli Usa attaccano con truppe speciali, un contingente di terra abbastanza limitato (non più di 50 mila uomini) e pesanti bombardamenti
Le banche d’affari che dicono? Fanno due ipotesi: nella prima, il cosiddetto ”James Bond scenario”, gli Usa attaccano con truppe speciali, un contingente di terra abbastanza limitato (non più di 50 mila uomini) e pesanti bombardamenti. Fabio Scacciavillani, european senior strategist della Goldman Sachs, dice che nella prima e nella seconda settimana si registrerebbe sicuramente un’impennata del prezzo del petrolio. Ma nel giro di due mesi il prezzo del barile scenderebbe al di sotto di quello attuale. E anche le borse reagirebbero positivamente. Da più di 10 anni Saddam rappresenta un fattore d’incertezza per il mercato petrolifero, la sua sostituzione con un governo amico dell’Occidente avrebbe, in termini economici, solo ricadute positive.