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 2002  settembre 24 Martedì calendario

"A me pare che non tocchi ai letterati risolvere problemi come quelli di Dio, del pessimismo, ecc. Compito del narratore è soltanto di ritrarre chi, come e in quali circostanze ha parlato oppure meditato su Dio o sul pessimismo

"A me pare che non tocchi ai letterati risolvere problemi come quelli di Dio, del pessimismo, ecc. Compito del narratore è soltanto di ritrarre chi, come e in quali circostanze ha parlato oppure meditato su Dio o sul pessimismo. L’artista non deve essere il giudice dei suoi personaggi né di ciò che essi dicono, ma solamente un testimone spassionato. Io ho sentito un discorso sconnesso e inconcludente di due russi sul pessimismo e debbo riferire tale discorso nella stessa forma in cui l’ho udito; formulare un apprezzamento sarà cosa dei giurati, cioè dei lettori. Io debbo cercare solamente d’aver talento, cioè di saper distinguere le deposizioni importanti dalle non importanti, di saper lumeggiare le figure e parlare il loro linguaggio. ɿSceglov-Leont’ev m’incolpa d’aver terminato il racconto con la frase:"A questo mondo non si capisce un bel niente!" Secondo lui, l’artista psicologo deve capire, per il fatto d’essere psicologo. Ma io non concordo con lui. Coloro che scrivono, e gli artisti in particolare, dovrebbero ormai riconoscere che a questo mondo non si capisce nulla, come a suo tempo lo riconobbe Socrate e Voltaire. La folla crede di sapere e di comprendere tutto; e più è sciocca, più sembra vasto il suo orizzonte. Ma se l’artista, al quale la folla crede, avesse il coraggio d’affermare che non capisce nulla di quel che vede, ciò costituirebbe da solo una grande conoscenza e un gran passo avanti nel campo del pensiero". (Anton Cechov ad Aleksej Suvorin, Sumy, 30/5/ 1888)