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 2002  settembre 24 Martedì calendario

"Credere che sia compito della letteratura estrarre ”il buon seme” dal mucchio dei furfanti significa negare la letteratura stessa

"Credere che sia compito della letteratura estrarre ”il buon seme” dal mucchio dei furfanti significa negare la letteratura stessa. La letteratura d’arte è così chiamata appunto perché dipinge la vita quale è in realtà. Il suo corpo è la verità incondizionata e onesta. Ridurre la sua funzione a una specialità come quella di cercare il buon seme, sarebbe per essa essenziale, proprio come se voi voleste costringere Levitan a dipingere un albero, ordinandogli di non riprodurne la scorza fangosa e le foglie ingiallite. Sì, sono d’accordo, il buon seme è una cosa eccellente, ma lo scrittore non è né un pasticciere né un profumiere né un giullare; è un uomo impegnato, vincolato dal sentimento del suo dovere e della sua coscienza; una volta che ha cominciato, deve andare sino in fondo e, per quanto gli ripugni, deve vincere il suo disgusto e insozzare la sua immaginazione nel fango della vita...Egli è, insomma, come un semplice cronista. Che cosa direste di un cronista che per delicatezza o per compiacere i lettori descrivesse soltanto sindaci onesti, donne sublimi e ferrovieri virtuosi? Per un chimico non vi è nulla di sudicio sulla terra. Altrettanto obiettivo dev’essere lo scrittore. Egli deve liberarsi dal soggettivismo della vita e sapere che in un paesaggio un mucchio di letame rappresenta talvolta una parte degna d’ogni rispetto e che le cattive passioni sono inerenti alla vita alla pari delle buone." (Anton Cechov a Marija Kiselëva, Mosca, 14/1/1887)