Anton Cechov, "Senza trama e senza finale - 99 consigli di scrittura" Minimun fax, 24 settembre 2002
"Poco a poco ci si è convinti che in effetti Dreyfus era stato condannato sulla base di un documento segreto che non venne mostrato né all’imputato né al suo difensore [
"Poco a poco ci si è convinti che in effetti Dreyfus era stato condannato sulla base di un documento segreto che non venne mostrato né all’imputato né al suo difensore [...] Io conosco il processo del resoconto stenografico; non è affatto come sui giornali, e per me Zola è chiaro. L’essenziale è che egli è sincero, egli basa cioè il suo giudizio solo su quello che vede, e non su fantasmi, come gli altri. Anche la gente sincera può sbagliarsi, è indiscutibile, ma quegli errori apportano minor danno della menzogna calcolata, della prevenzione o delle considerazioni politiche. Sia pur consapevole Dreyfus, Zola ha pur sempre ragione, giacchè non è compito degli scrittori accusare, né perseguire, ma prendere le difese di chi, magari colpevole, è stato ormai giudicato e condannato. Si dirà: e la politica? E gli interessi dello stato? Ma i grandi scrittori e artisti debbono occuparsi di politica solo quel tanto che è necessario per difendersi da lei. Di accusatori, procuratori, gendarmi, ce n’è troppi anche senza di loro." (Anton Cechov ad Aleksej Suvorin, Nizza, 6/2/1898)