Anton Cechov, "Senza trama e senza finale - 99 consigli di scrittura" Minimun fax, 24 settembre 2002
"Quanto alla collaborazione ai quotidiani e ai periodici illustrati, sono pienamente d’accordo con voi
"Quanto alla collaborazione ai quotidiani e ai periodici illustrati, sono pienamente d’accordo con voi. Non è forse lo stesso se un usignolo canta su un grande albero o in un cespuglio? Esigere che gli uomini d’ingegno lavorino unicamente per le grandi riviste è meschino, sa di burocrazia ed è dannoso come tutti i pregiudizi. Questo pregiudizio, poi, è sciocco e ridicolo. Poteva avere un senso quando alla testa dei periodici v’erano uomini con una fisionomia chiaramente delineata, uomini come Belinskij, Herzen, ecc., che non solo pagavano un compenso, ma attiravano, istruivano, educavano; adesso invece, che a capo dei periodici non stanno delle fisionomie letterarie ma delle grigie nebulosità o dei figli di cane, il prediligere le grosse riviste non regge alla critica e la differenza fra la più voluminosa delle riviste e una gazzetta da un soldo è soltanto quantitativa, ossia dal punto di vista dell’artista non merita alcuna considerazione e attenzione. Un solo aspetto conveniente non si può negare alla collaborazione alle grosse riviste: che uno scritto non viene frazionato e si pubblica per intero. Quando scriverò un lungo racconto lo manderò a una rivista di gran formato, ma i piccoli li pubblicherò dove mi porta il vento e la mia libertà." (Anton Cechov a Jakov Polonskij, Mosca, 18/1/1888)