Varie, 25 settembre 2002
REMIGI Memo
REMIGI Memo Erba (Como) 15 maggio 1938. Cantante • «Suonavo il pianoforte per diletto. Mi piacevano gli americani, come Ray Conniff, Paul Anka, i Platters. Tony Dallara era l’italiano che preferivo. Per acchiappare le ragazze scrivevo canzoni rifacendomi alla melodia dolce di Blu Gardenia di Nat King Cole. Erano una splendida cornice al ballo della mattonella. Frequentavo i locali della riviera ligure dove già cantavano Gino Paoli e Umberto Bindi. Qualche volta mi chiamavano a suonare con loro perché conoscevo a memoria un vastissimo repertorio di canzoni. Per forza, avevo quasi tutti i 45 gigi di quel periodo. Li comperavo il primo giorno che arrivavano al negozio. Così ho cantato anche con Luigi Tenco. Giravo con un vespone e nel portapacchi avevo sempre pronto un plaid. Le serate al Carillon finivano sempre con un invito a una ragazza a vedere la luna e il mare dalle alture di Santa Margherita. E poi in camporella. Ma ero romantico e sentimentale. Vestivo con pantaloni a zampa d’elefante, cinturone e camicia con il collo a grandi punte. La giacca doveva essere stretta e un po’ corta. Nulla in comune con quelli che indossavano i jeans. Loro volevano cambiare il mondo. A me andava bene come era. Ho vissuto una gioventù spensierata [...]» (Stefania Ulivi e Luisa Pronzato, “Sette” n. 21/2001).