Alain de Botton, Líarte di viaggiare, 2002, Guanda, 25 settembre 2002
Appartenenze. I diner aperti ventiquattr’ore su ventiquattro, gli atri degli alberghi e i bar delle stazioni, dove l’isolamento comune diminuisce il senso di oppressione di sentirsi soli, e dove l’assenza di intimità domestica, le luci intense e gli arredi anonimi diventano sollievo dai falsi comfort di casa: "forse è più facile trovare uno sfogo per la tristezza qui che non in un soggiorno tappezzato e pieno di foto incorniciate, tratti caratteristici di un rifugio che ci ha abbandonati"
Appartenenze. I diner aperti ventiquattr’ore su ventiquattro, gli atri degli alberghi e i bar delle stazioni, dove l’isolamento comune diminuisce il senso di oppressione di sentirsi soli, e dove l’assenza di intimità domestica, le luci intense e gli arredi anonimi diventano sollievo dai falsi comfort di casa: "forse è più facile trovare uno sfogo per la tristezza qui che non in un soggiorno tappezzato e pieno di foto incorniciate, tratti caratteristici di un rifugio che ci ha abbandonati".