Saverio Lodato racconta Andrea Camilleri, "La linea della palma", Rizzoli 2002, 25 settembre 2002
Professori. Cassesa, il professore d’italiano di liceo di Camilleri, che chiarì alla classe: "Sentite, ho fatto i conti
Professori. Cassesa, il professore d’italiano di liceo di Camilleri, che chiarì alla classe: "Sentite, ho fatto i conti. Per quello che mi paga lo Stato italiano non posso tenervi più di quattro lezioni l’anno". Infatti, dopo le prime, bellissime, quattro lezioni, con la scusa che aveva giocato tutta la notte a carte, chiuse gli scuri delle finestre e si mise a dormire mettendo di guardia un allievo. Quando si svegliò, siccome la classe reclamava altre lezioni, egli acconsentì a condizione che lo pagassero: un pacchetto di nazionali a lezione. Camilleri: "Solo dopo anni mi sono reso conto che questo ci pigliava per il sedere, che pagandolo volevamo ascoltarlo e lo volevamo seguire fino all’ultimo. Aveva catturato la nostra attenzione, il nostro interesse. Fu una grande trovata pedagogica, la sua... Alla fine dell’anno ci disse: ”Decidete voi chi devo rimandare a settembre. Indicatemi due nomi. Perché a due li devo rimandare. Altrimenti il preside dice: ’Com’è ca su tutti bravi nna ’sta classe?’ Voglio due nomi. Io me ne vado, torno tra mezz’ora, datemi i nomi dei due che devo rimandare”. Tornò dopo mezz’ora. Democrazia... e glieli davamo i due che si sacrificavano. Un genio Cassesa. L’ho avuto per tre anni".